Stilicone Flavio (360 ca.-408)

Generale romano, che nacque da padre vandalo e da madre, probabilmente romana.
Egli si distinse in più occasioni, perchè vinse contro Gildone in Africa e respinse le temibili invasioni di Alarico a Pollenza (402) e di Radagisio a Fiesole (405).
Nel 408 ci fu una rivolta militare contro di lui da parte della corte imperiale d’Oriente e di quella romana.
In tale occasione, fu fatto prigioniero dai ribelli e consegnato ad Onorio, che lo condannò a morte insieme al figlio Eucherio e alla moglie Serena.

Stellionàtus

Si tratta di un delitto presente nell’ambito della repressione extra òrdinem, al di fuori del sistema delle quæstiones e dei crimina.
Corrisponde a comportamenti fraudolenti, paragonabile al dolo.
La punizione per questo reato era la relegàtio in ìnsulam temporanea, oppure l’allontanamento dallo Stato.

Status libertàtis

Per quanto riguarda lo Status si distinguevano le personæ in liberæ e servi.
Si era liberi solo se:
1) si era nati da madre libera;
2) si aveva la manumissio, cioè l’affrancazione dalla schiavitù.
I nati liberi erano detti ingènui , mentre gli affrancati libertini.
La condizione di libertà si estingueva con la:
1) la captivitas, cioè la prigionia di guerra presso stranieri;
2) condanne penali o provvedimenti normativi che determinavano la schiavitù di un cittadino reo;
3) la vendita da parte del pater familias.

Status [Stato]

Si tratta della posizione dell’individuo nei confronti dell’ordinamento giuridico.
Si distinse tra:
1) Status libertàtis, cioè la condizione dell’uomo libero;
2) Status civitàtis, cioè la posizione del soggetto con cittadinanza romana;
3) Status familiæ, cioè lo stato di membro della famiglia.
Esso decadeva per morte o càpitis deminùtio.
Nel diritto romano l’acquisto della capacità giuridica avveniva solo dopo il possesso simultaneo dei tre status.
L’individuo doveva essere quindi nato vivo, libero, cittadino romano e pater familias per avere la capacità giuridica.