Senatusconsultum che fu emanato nel 47 d.C. e sottopose al regime (cioè alla pena) del crìmen repetundàrum quegli avvocati che avessero preteso e percepito dal loro cliente una somma superiore a 10.000 sesterzi.
Tale atteggiamento infatti violava il decreto sancito inizialmente dalla lex Cincia.
Il cliente poteva cominciare un’actio pœnàlis in quàdruplum nei confronti dell’avvocato.
Autore: Admin
Senatusconsultum Claudiànum de nùptiis
Senatusconsultum risale al 49 d.C..
La sua emanazione fu sollecitata dall’imperatore Claudio per sposare Agrippina.
Egli stabilì che il matrimonio tra zio paterno e nipote era valido.
In precedenza esso era ritenuto incestuoso.
Senatusconsultum Claudiànum de contubèrnio
Senatusconsultum del 52 d.C., che regolò le unioni tra donne libere e schiavi .
La donna libera stabilmente unita con uno schiavo, non aveva più la condizione di ingenua.
Se alla donna libera veniva vietato l’unione con lo schiavo dal padrone, ed ella vi restava unita, sia lei che i suoi figli diventavano schiavi dello stesso;
Se un uomo libero sposava una schiava reputandola erroneamente libera, i suoi figli maschi venivano considerati liberi, mentre le figlie erano considerate schiave.
Senatusconsultum Calvisianum de pecùniis repetùndis
Senatusconsultum che risale agli albori del Principato (4 a.C.), apportò delle semplificazioni nel processo, per l’ipotesi di accusa non capitale, cioè deferì il giudizio ad una commissione di cinque senatori.