La (—), o nomina, dei magistrati veniva fatta delle assemblee popolari; in particolare:
— i concìlia plèbis [vedi] nominavano gli edili ed i tribuni della plebe;
— i comìtia tribùta [vedi] nominavano i magistrati minori;
— i comitia centuriàta [vedi] nominavano i magistrati maggiori.
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Costanzo I Cloro (imp. 305 – 306 d.C.)
All’abdicazione dei due Augusti (Diocleziano [vedi] e Massimiano [vedi]) subentrarono Galerio [vedi] e (—). Ma la morte di quest’ultimo, appena l’anno dopo, fu la causa di una rovinosa guerra civile in cui si trovarono coinvolti sei imperatori.
Scomparsi ben presto due contendenti, gli imperatori si ridussero a quattro: Costantino [vedi] e Massenzio [vedi] in Occidente; Licinio e Massimino Daia in Oriente, in una situazione difficile che si stabilizzò solo quando giunse al trono Costantino.
Costanzo (imp. 337 – 361 d.C.)
Figlio di Costantino [vedi], rimasto unico imperatore nel 350 d.C. non sentendosi in grado di reggere da solo il vastissimo impero, vi associò, col titolo di Cæsar, il cugino Giuliano [vedi].
Alla sua morte, avvenuta nel 361 d.C., Giuliano fu proclamato Augusto dalle sue legioni sul Reno.
Costantinopoli (scuola di)
Scuola giuridica fiorente in periodo postclassico nella parte orientale dell’impero romano. Godette dei favori imperiali, tanto che Giustiniano [vedi] la abilitò all’insegnamento ufficiale del diritto (insieme alle scuole di Berito [vedi] e di Roma [vedi]).
Gli insegnamenti si svolgevano prevalentemente in lingua greca: allo stesso modo, la produzione scritta si concretizzò in numerose parafrasi in lingua greca di testi originari latini, frequentemente inquinati rispetto agli insegnamenti genuini.