Si tratta di una teoria che ipotizza una domanda di lavoro determinata dalla quantità di capitale destinato a pagare il lavoro. Pertanto la domanda varia al variare del capitale impiegato.
Il salario veniva ottenuto dividendo il fondo salari cioè il capitale per remunerare i lavoratori, per il numero della popolazione salariata in cerca di lavoro.
Questa teoria venne usata per dimostrare l’inutilità di ogni azione sindacale.
Essa fu molto apprezzata dalla classe dirigente.
Il limite è che il capitale destinato ai salari non è un fondo fisso, ma varia insieme con la produttività del lavoro.
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Teoria del ciclo vitale (Theory of life cycle)
Teoria che afferma che ogni individuo pianifica le sue decisioni di consumo e di risparmio in lunghi periodi con lo scopo di sistemare il loro consumo nel corso dell’intera vita.
In particolare l’uomo fin dall’inizio della vita lavorativa risparmia per assicurarsi la vecchiaia.
Teoria dei mercati efficienti (Theory of efficient markets)
Si tratta di una teoria economica che individua un mercato finanziario efficiente solo se tutte le possibili informazioni capaci di influenzare la quotazione di un titolo sono riflesse nel prezzo del titolo stesso.
Il prezzo del titolo può variare nel caso in cui fossero disponibili delle ulteriori informazioni che lo riguardano.
L’andamento della quotazione del titolo segue un determinato percorso detto passeggiata casuale.
La sua quotazione è influenzata dalle informazioni presenti al momento e non da quelle passate.
Tre sono i tipi di efficienza:
1) debole, in tal caso il prezzo del titolo non è influenzato in alcun modo dalle informazioni precedentemente disponibili;
2) semiforte, in tal caso il prezzo è influenzato da tutte le informazioni pubblicamente disponibili;
3) forte, se tutte le informazioni che lo riguardano siano disponibili e si riflettano sul suo prezzo.
Un mercato di solito manifesta le prime due forme di efficienza
Teoria dei costi comparati (Theory of comparative cost)
La teoria economica afferma che ogni paese può ottenere vantaggi dal commercio internazionale poiché gli scambi tra paesi:
— favoriscono la specializzazione produttiva;
— consentono una maggior produzione a livello mondiale;
— permettono un miglioramento del tenore di vita delle popolazioni.
Perché questi vantaggi si notino, è necessario che un paese rispetto a un altro riesca a produrre un determinato bene ottenendo anche un risparmio e viceversa l’altro deve ottenere un risparmio producendo un altro bene, in questo modo è possibile eseguire lo scambio delle merci.
In altre parole se si vuole che lo scambio commerciale fra paesi sia conveniente, è necessario comparare i costi.