Teoria comportamentale dell’impresa (Theory of Behavior)

Questa teoria è stata elaborata nel corso degli anni ’60 e ’70 e si pone l’obiettivo di mettere in evidenza le diverse variabili che influiscono sul processo decisionale di un’impresa.
Le precedenti teorie neoclassiche dell’impresa presupponevano un comportamento teso alla massimizzazione del profitto.
Secondo questa teoria l’impresa presenta una certa complessità e permette ad alcuni gruppi (interni ed esterni all’impresa stessa) di condizionare il processo decisionale.
L’impresa può solo assumere decisioni proceduralmente razionali cioè che tengano conto della limitata disponibilità di informazioni.
Essa è un corpo sociale speciale formato da individui (o più spesso gruppi di individui) che hanno obiettivi e aspettative diverse (e anche conflittuali) tra loro.
La dirigenza deve assumere decisioni soddisfacenti per tutti i membri dell’azienda anche se non ottimali da un punto di vista produttivo.

Teoremi fondamentali dell’economia del benessere (Fundamental theorems of welfare)

Essi stabiliscono che esiste una relazione tra l’equilibrio concorrenziale e l’efficienza paretiana.
Due sono i teoremi fondamentali dell’economia del benessere:
1) il primo stabilisce che un sistema economico di mercato assumendo la forma di concorrenza perfetta assicura il raggiungimento di una situazione di ottimo paretiano.
Non devono verificarsi però delle situazioni che possono generare il fallimento del mercato.
2) il secondo teorema stabilisce che ogni scelta generando una situazione efficiente in senso paretiano riproduce le condizioni per l’esistenza di un mercato concorrenziale.
Le assunzioni di questo teorema sono per esempio che si assume l’assenza di rendimenti di scala crescenti.
Il primo teorema formalizza la teoria della mano invisibile: ogni equilibrio di concorrenza perfetta assicura un’allocazione efficiente delle risorse.
Il teorema però presuppone condizioni difficilmente realizzabili (assenza di esternalità, perfetta informazione).
Quando vi sono situazioni di fallimento del mercato, un intervento dello Stato a difesa del mercato concorrenziale è importante.
Il secondo teorema è per contenuti inverso al primo.
Esso giustifica la teorica del socialismo di mercato.
Se lo Stato fornisce le risorse iniziali fra i soggetti economici, e lascia a questi libertà d’iniziativa, i meccanismi di mercato permetteranno un equilibrio economico di concorrenza perfetta.

Teorema Limite Centrale (Central Limit Theorem)

Si tratta di risultati teorici che dimostrano la convergenza alla variabile casuale Normale della somma (e quindi della media) di variabili casuali di qualsiasi tipo.
Questo vuol dire che se un fenomeno casuale X può essere espresso come la somma di n differenti fenomeni casuali, tutti con media e varianza finite, e indipendenti tra loro, allora X può essere approssimato con la variabile casuale Normale.
Tale approssimazione migliora al crescere di n.