Real balance effect (Effetto reale equilibrio)

Teoria elaborata di A.C. Pigou che prevede una variazione del livello dei prezzi capace di stimolare o frenare i consumi.
La ricchezza di una persona non è costituita soltanto dal reddito corrente, ma anche dalle scorte di moneta accumulate nel passato.
Se i prezzi diminuiscono, il valore di queste scorte aumenta e i soggetti economici saranno in grado di consumare una quota maggiore del loro reddito.

Razionamento del credito (Rationing of credit)

Situazione nella quale gli operatori economici non hanno la quantità di credito bancario che ambiscono.
Il razionamento del credito dipende dalla imperfezione dei mercati finanziari, nei quali il livello di prestiti bancari dipende dalla contrattazione tra banca e cliente.
Due sono i tipi di razionamento del credito: quello dinamico e quello di equilibrio.
Il razionamento dinamico dipende da una momentanea stasi dei tassi di interesse e porta il mercato ad un bree periodo di squilibrio.
Il razionamento di equilibrio dipende dalle imperfette informazioni delle banche riguardo la rischiosità dei clienti.
Quando la domanda di credito eccede l’offerta, le banche non aumenteranno il tasso d’interesse ma mireranno a selezionare i clienti escludendo quelli più rischiosi.
L’aumento dei tassi indurrebbe una adverse selection dei clienti favorendo quelli più rischiosi e incentivando alcuni risparmiatori ad intraprendere progetti più rischiosi.

Razionalità (Rationality)

Ogni agente economico dovrebbe svolgere il suo lavoro con razionalità.
L’analisi marginalista (Marginalismo) stabilisce che la razionalità è quel modo d’agire dell’homo oeconomicus finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, massimizzazione del profitto per l’imprenditore, o dell’utilità per il consumatore, con il minor costo possibile e tenendo conto della disponibilità delle risorse e dei vincoli imposti.
Un atteggiamento perfettamente razionale presuppone una completa informazione sulle alternative possibili, e cioè induce una razionalità non pura ma limitata.
Si tiene così conto quindi della costosità del reperimento delle informazioni, dei conflitti di interessi tra soggetti che operano in modo razionale e della complessità dell’ambiente nel quale gli stessi intervengono.