Conto delle amministrazioni pubbliche (The government)

Conto che accoglie le entrate e le uscite di tutti gli enti, centrali, periferici e di previdenza, che concorrono a formare la Pubblica Amministrazione.
Diversamente dal bilancio dello Stato (v.), che ingloba, esclusivamente, proventi e oneri ascrivibili ai vari ministeri, il contenuto del conto è più vasto (in esso compaiono anche i debiti nei confronti di soggetti differenti dallo Stato) e, quindi, più assimilabile al vero.
Altra caratteristica per la quale il conto delle amministrazioni pubbliche si discosta dal bilancio statale va ricercata nel diverso significato dei saldi: di cassa, il primo, perché riferito a entrate e spese effettivamente conseguite e sostenute, di competenza, il secondo.
Redatto dall’ISTAT (v.) sulla base di criteri standard, perché dettati dal SEC (v.), il conto esprime, per questo motivo, la misura del deficit pubblico (v.) più ampiamente accettata e la cui entità contribuisce all’osservanza di uno dei quattro parametri di Maastricht (v. Criteri di convergenza).

Vedi tabella.

Conto della formazione del capitale (Account of capital formation)

In contabilità nazionale (v.), mette in luce il modo attraverso il quale il risparmio lordo viene investito.
Può accadere, infatti, che la nazione utilizzi il proprio risparmio oltre che per investimenti interni anche per investimenti esteri.
Quest’ultima operazione può assumere segno negativo, nel caso in cui la somma algebrica degli investimenti e delle scorte superi il risparmio nazionale. In questo caso, nel conto di formazione del capitale sarà evidenziato l’indebitamento della nazione verso l’estero.

Conto della distribuzione del prodotto lordo (The distribution of GDP)

In contabilità nazionale (v.), indica il modo in cui il reddito nazionale, valutato a prezzi correnti, verrà distribuito fra i vari fattori che hanno concorso alla sua produzione.
La somma dei redditi percepiti sotto forma di salari (redditi da lavoro dipendente) e profitti (indicati con l’espressione risultato lordo di gestione, che comprende tutti i redditi da capitale, d’impresa ecc. che non vengono percepiti da persone fisiche che operano come lavoratori dipendenti) costituirà il PIL (v.).
Se a quest’ultima grandezza viene aggiunto il saldo tra le imposte dirette, cioè quelle commisurate alla produzione, e i contributi alla produzione versati dalla Amministrazione Pubblica, si otterrà il PIL valutato a prezzi correnti, cioè a prezzi effettivamente rilevati.

Conto del reddito (Consolidated income)

In contabilità nazionale (v.), pone in evidenza il modo attraverso il quale si forma il reddito nazionale netto disponibile valutato ai prezzi correnti di mercato.
In particolare, nel conto del reddito si passa dalla grandezza del Prodotto interno lordo (v. PIL) a quella di Prodotto nazionale lordo (v. PNL). Vengono, infatti considerati: i saldi tra redditi da lavoro dipendente prodotti all’estero da residenti nella nazione e quelli prodotti nella nazione da residenti all’estero; i saldi tra redditi da capitale-impresa provenienti dall’estero e quelli pagati all’estero; le imposte indirette versate ad Amministrazioni pubbliche. In questo modo si giunge alla determinazione del Reddito Nazionale Lordo Disponibile (v. Conto della distribuzione del prodotto lordo) che esprime i redditi di cui la nazione dispone per consumi e risparmi. Per ottenere il Reddito Nazionale Netto Disponibile bisognerà sottrarre al RNLD gli ammortamenti (v.), per tener conto della perdita di valore che i beni capitali subiscono per usura o per invecchiamento.