Code

Fenomeno legato all’incapacità di determinate imprese a soddisfare interamente il livello di domanda del servizio da esse erogate. Ciò provoca il formarsi di code o file d’attesa.
Il fenomeno in esame si presenta, particolarmente, per quei servizi la cui domanda è soggetta a forti fluttuazioni temporali. Si pensi ai trasporti pubblici nelle grandi città, affollatissimi nelle ore di punta, semivuoti in altri momenti della giornata.
L’erogatore si trova, quindi, a dover fronteggiare nel periodo di tempo preso in considerazione (giorno, mese, anno) diverse domande, che dovrà soddisfare determinando la capacità ottimale dell’impianto. Quest’ultima, se si tratta di un servizio gestito da un ente pubblico, dovrebbe essere individuata dall’uguaglianza tra beneficio marginale (v.) e costo marginale (v.).
Il problema è dato dal fatto che vi sono almeno due curve di domanda: una relativa ai periodi di punta, l’altra relative alla ore morte. La soluzione per assicurare il pareggio della gestione può consistere nel fissare due diversi prezzi:
— il primo, più basso, determinato dall’intersezione della domanda delle ore di stanca con la curva del solo costo variabile;
— il secondo, più alto, dato dall’intersezione fra la domanda di punta e il costo totale marginale di lungo periodo (o, addirittura, più alto).
Tale soluzione può essere giudicata accettabile se si considera che per soddisfare la domanda di punta occorre incrementare gli impianti (costi fissi): tale incremento di costi fissi non è però imputabile agli utenti delle ore morte, per cui essi pagheranno il solo costo variabile.
L’applicazione di tariffe differenziate è rinvenibile, ad esempio, nel caso dei servizi telefonici; a volte, invece, prevalgono considerazioni di natura sociale per cui la tariffa è unica: è il caso dei trasporti pubblici.

COBAS [Comitati di base]

Movimenti di natura sindacale costituiti spontaneamente dai lavoratori al di fuori dei tradizionali sindacati, diffusi in particolare nel settore terziario, specie in quello pubblico.
L’affermazione dei COBAS nel corso degli anni Ottanta è stata favorita dalla crisi di rappresentatività dei grandi sindacati (CGIL, CISL, UIL) dimostratisi incapaci di fronteggiare prontamente il mutamento qualitativo verificatosi nella composizione sociale del mondo del lavoro subordinato, ove la base operaia tradizionale, punto di riferimento delle strategie dei sindacati confederali, è andata gradatamente restringendosi per far posto ad un numero crescente di impiegati ed operai altamente qualificati.
Le iniziative sindacali dei COBAS sono volte ad ottenere il riconoscimento delle professionalità acquisite ed un corrispondente trattamento retributivo, in un’ottica assolutamente ristretta alle esigenze della singola categoria rappresentata, superando così l’abituale cultura egualitaristica e solidaristica che aveva tradizionalmente ispirato l’azione dei sindacati confederali.
L’esigenza di far fronte ad un’azione sindacale sfociante in metodi di lotta aggressivi e irriguardosi di ogni interesse della collettività ha contribuito a sollecitare il legislatore a regolamentare la materia dello sciopero (v.) nei servizi pubblici essenziali, ove maggiormente l’azione indisciplinata dei COBAS esponeva al pericolo di rilevanti lesioni gli interessi pubblici fondamentali.

Coazione (Coercion)

Elemento che qualifica la natura dei rapporti tra l’organizzazione statale e il cittadino. In virtù del potere di coazione l’operatore pubblico può, infatti, indurre chiunque al rispetto delle scelte collettive.
L’azione coercitiva può essere esercitata, ad esempio, attraverso politiche riallocative, quali le imposte sul reddito, oppure attraverso la creazione di monopoli (v.) privati o pubblici. In finanza pubblica, la natura coercitiva dei rapporti finanziari comporta che il soggetto passivo, cioè colui il quale è tenuto al pagamento del tributo, non sia in condizione di poter negoziare con l’ente impositore.
La visione del rapporto fra Stato e cittadino come mero rapporto di forza del primo nei confronti del secondo, non è, però, condivisa da una corrente di pensiero economico che si suole definire con il termine volontarista. Secondo alcuni sostenitori di tale corrente esisterebbero, infatti, delle attività per il cui esercizio lo Stato avrebbe bisogno della collaborazione dei cittadini. Secondo altri lo Stato e le attività da esso svolte sono il risultato di un accordo, implicito e libero fra i componenti della collettività, che sfocia in un contratto sociale (v. Contrattualismo).

Coalizione (Coalition)

Alleanza tra imprese che operano nello stesso settore economico volta a ricavare dei vantaggi dalla vendita dei propri prodotti sul mercato attraverso l’imposizione di prezzi generalmente superiori a quelli praticati in assenza di accordi.
La coalizione tra imprese può assumere la forma di cartelli (v.) o collusioni (v.).
Le coalizioni possono essere:
— totali, quando vi aderiscono tutte le imprese che fanno parte di un dato settore produttivo. In questo caso le imprese coalizzate operano in un regime molto simile a quello del produttore monopolista (v. Monopolio), in quanto sono in grado di imporre, dal lato dell’offerta, sia il prezzo che la quantità di beni e servizi;
— parziali, quando le imprese aderenti non rappresentano la totalità dei produttori di particolari merci. Esse, tuttavia, influenzano il mercato, sia attraverso il controllo dei canali di distribuzione (v. Distribuzione commerciale) sia attraverso l’adozione di prezzi bassi che indurranno le imprese non coalizzate ad abbandonare il mercato o ad aderire alla coalizione. Una volta eliminata ogni possibile forma di concorrenza, le imprese coalizzate tenderanno ad imporre i propri prezzi, generalmente più alti di quelli precedentemente praticati.