Categoria particolare di beni pubblici (v.) il cui godimento da parte di alcuni individui non esclude, fino ad un certo punto, il consumo da parte di altri.
La circostanza che si possa verificare la riduzione del consumo dei beni in questione, da parte dei primi utilizzatori, può spingere la loro produzione a livello di piccole comunità, o addirittura di club da cui la denominazione «beni di club» adottata da Buchanan (v.).
La teoria collegata a questa categoria di beni arriva a determinare la dimensione ottima e il livello ottimo di produzione dell’attività del club, tenenedo conto che:
— per quanto riguarda la dimensione, ogni membro aggiuntivo crea un vantaggio in termini di riduzione di costo dell’attività, e uno svantaggio in termini di maggiore congestione (v.);
— vantaggi e svantaggi sono legati all’intensità di attività del club che dipende dal confronto dei benefici e dei costi, determinati a loro volta dalla dimensione del club.
La teoria dei club viene utilmente applicata per la determinazione della dimensione ottima delle giurisdizioni locali (v.).
Esempi tipici dei beni di club sono i campi da tennis e le piscine.
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Club di Parigi
Termine con cui è nota la conferenza mondiale cui partecipano paesi creditori e paesi debitori ed in cui vengono rinegoziati i debiti ufficiali.
Closed shop
Pratica, adottata negli Stati Uniti, che consentiva ad un’azienda di assumere, esclusivamente, gli iscritti a un determinato sindacato.
I lavoratori, dal canto loro, si impegnavano a mantenere l’iscrizione a quel sindacato per tutta la vigenza del rapporto di lavoro.
Poiché un simile esercizio, oltre a essere discriminatorio, prestava il fianco ad accordi tra aziende e sindacati tali da monopolizzare uno specifico mercato, fu dichiarato illegale nel 1947 (Taft-Hartley-Act).
Cliometria
Dal greco clio (musa della storia) e metrìa (misurazione), consiste nell’applicazione di metodi statistici ed econometrici alla ricerca storica. Suo elemento tipico è l’analisi controfattuale, per mezzo della quale, posto un determinato evento storico, se ne valutano le conseguenze ipotizzando un evento alternativo. Un esempio di tale tipo di approccio è fornito dagli studi del premio Nobel R.W. Fogel (v.) sull’economia statunitense del XIX secolo. Ponendo a confronto gli effetti dello sviluppo della rete ferroviaria con quelli derivanti dalla costruzione di un ipotetico sistema di canali navigabili, Fogel è giunto alla conclusione che il reddito nazionale dell’epoca sarebbe stato solo marginalmente più basso.