Titoli di Stato (v.) aventi alcune caratteristiche dei titoli privi di cedola o zero coupon bonds (v.) e dei CCT (v.).
Come i primi, infatti, sono emessi ad un prezzo molto al di sotto del valore nominale, poco più di 70 lire, mentre, similmente, ai CCT, ancorano la loro cedola, nella misura del 50%, al rendimento dei BOT (v.).
L’emissione di CTS si è avuta nel 1987 e date le difficoltà connesse ai criteri valutari del titolo le negoziazioni sono state sospese nel 1994.
Autore: Admin
CTR [Certificati del Tesoro Reali]
Titoli di Stato (v.) decennali fruttiferi di una cedola piuttosto bassa, 2,5%, ma il cui capitale si rivalutava anno dopo anno sulla base della svalutazione della moneta registrata nel corso dell’anno precedente. I CTR finora sono stati emessi una sola volta e precisamente l’1-8-1983. L’emissione non ebbe molto successo sia a causa del ritardo con il quale si aggiornava il capitale, sia per la complessità concettuale del meccanismo prescelto, che era incentrato sul deflatore implicito (v.) del Prodotto Nazionale Lordo (v. PNL).
CTO [Certificati di Credito con Opzione]
Titoli di Stato (v.) a reddito fisso e cedola semestrale la cui durata è pari a 6 anni. I sottoscrittori possono optare per una scadenza diversa una volta trascorso un determinato numero di anni. Dal 1995 le emissioni sono state soppresse.
CTE [Certificati del Tesoro in Ecu]
Titoli (v.) a reddito fisso espressi in ECU (v.) la cui durata varia dai 3 ai 5 anni. I tassi ai quali è commisurato l’interesse annuale posticipato sono allineati a quelli dei mercati internazionali. Vengono collocati tramite asta marginale (v.) e negoziati a corso secco (v.).
Si tratta di una forma tecnica di investimento il cui vantaggio si realizza quando la lira si deprezza rispetto all’ECU.
La prima emissione di CTE si è avuta nel 1982.
I CTE dal 1° gennaio 1999 sono emessi in euro (v.) quelli già in circolazione sono stati ridenominati in tale valuta.