Frazione di mercato raggiunta da un messaggio pubblicitario o, in relazione alle vendite (v. Quota di mercato), dalla forza vendita di un’impresa.
Autore: Admin
Copertura
Somma che il committente è tenuto a versare come forma di garanzia delle operazioni in titoli (v.).
La sua misura, solitamente, non scende al di sotto del 30% del controvalore dei titoli negoziati sul mercato.
Inoltre, la copertura è anche la garanzia per la contrattazione di un prestito o per l’assunzione di altri impegni, quali il deposito di beni, di valori mobiliari ecc.
Coordinate
Numeri usati per individuare la posizione di un punto in un sistema di riferimento, fissato su una retta, nel piano o nello spazio. È pertanto possibile parlare di:
— coordinata di un punto su una retta. Data una retta, stabilito su di essa un punto (chiamato origine), un segmento da utilizzare quale unità di misura e assunto come positivo uno dei due versi di percorrenza, ad ogni punto P della retta resterà associato un unico numero reale x.
Tale numero si definisce coordinata ascissa o, più semplicemente, ascissa. Esso esprime la misura, rispetto all’unità scelta, del segmento i cui estremi sono l’origine (O) e il punto P;
— coordinate cartesiane. Si fissi un punto o nel piano (origine) e una coppia di rette perpendicolari, denominate, rispettivamente, asse delle x o delle ascisse e asse delle y o delle ordinate passanti per esso. Si stabilisa, poi, un’unità di misura.
Ciascun punto P del piano delimitato dalle rette sarà definito da una coppia ordinata di numeri reali (x, y), detti coordinate cartesiane, che esprimono, ognuno la dimensione della proiezione del segmento @ sull’asse, rispettivamente, delle ascisse e delle ordinate;
— coordinate cartesiane nello spazio. Con le opportune modifiche si può introdurre un sistema di coordinate cartesiane nello spazio a tre dimensioni.
Cooperativa
Tipo di società predisposto per l’esercizio collettivo a scopo mutualistico sia di imprese commerciali che non commerciali al fine di fornire ai propri soci beni e servizi a condizioni particolarmente vantaggiose.
I mezzi di produzione ed il capitale in genere possono essere di proprietà dei lavoratori-soci oppure, in tutto o in parte, dello Stato. Gli esempi più rilevanti del primo tipo sono le imprese di proprietà comune della Gran Bretagna e le cooperative produttive italiane. Fra quelli del secondo tipo, i kibbutzim israeliani e le fabbriche autogestite della ex Jugoslavia (v. Autogestione).
Accanto alle cooperative produttive, su descritte, si ricordano le cooperative di consumo e quelle sociali. Le prime si caratterizzano per l’attività svolta, mirante a soddisfare i bisogni solo dei membri che le compongono. Le cooperative sociali rapresentano invece la sintesi di due elementi: la solidarietà e la capacità imprenditoriale.
In Italia, le cooperative sociali sono di due tipi:
— quelle che gestiscono servizi di natura socio-sanitaria;
— quelle che svolgono attività agricole, industriali, commerciali, artigianali; esse, inoltre, hanno come scopo principale quello di favorire il reinserimento di persone svantaggiate.
Le cooperative sociali possono assumere lavoratori che non hanno specifiche qualifiche con un regolare contratto di lavoro; esse, inoltre, godono di una completa fiscalizzazione degli oneri sociali (v.).