Conto della distribuzione del prodotto lordo

In contabilità nazionale (v.), indica il modo in cui il reddito nazionale, valutato a prezzi correnti, verrà distribuito fra i vari fattori che hanno concorso alla sua produzione.
La somma dei redditi percepiti sotto forma di salari (redditi da lavoro dipendente) e profitti (indicati con l’espressione risultato lordo di gestione, che comprende tutti i redditi da capitale, d’impresa ecc. che non vengono percepiti da persone fisiche che operano come lavoratori dipendenti) costituirà il PIL (v.).
Se a quest’ultima grandezza viene aggiunto il saldo tra le imposte dirette, cioè quelle commisurate alla produzione, e i contributi alla produzione versati dalla Amministrazione Pubblica, si otterrà il PIL valutato a prezzi correnti, cioè a prezzi effettivamente rilevati.

Conto del reddito

In contabilità nazionale (v.), pone in evidenza il modo attraverso il quale si forma il reddito nazionale netto disponibile valutato ai prezzi correnti di mercato.
In particolare, nel conto del reddito si passa dalla grandezza del Prodotto interno lordo (v. PIL) a quella di Prodotto nazionale lordo (v. PNL). Vengono, infatti considerati: i saldi tra redditi da lavoro dipendente prodotti all’estero da residenti nella nazione e quelli prodotti nella nazione da residenti all’estero; i saldi tra redditi da capitale-impresa provenienti dall’estero e quelli pagati all’estero; le imposte indirette versate ad Amministrazioni pubbliche. In questo modo si giunge alla determinazione del Reddito Nazionale Lordo Disponibile (v. Conto della distribuzione del prodotto lordo) che esprime i redditi di cui la nazione dispone per consumi e risparmi. Per ottenere il Reddito Nazionale Netto Disponibile bisognerà sottrarre al RNLD gli ammortamenti (v.), per tener conto della perdita di valore che i beni capitali subiscono per usura o per invecchiamento.

Conto corrente postale

Servizio di bancoposta a cui l’utente può essere ammesso previa presentazione all’ufficio postale addetto di una apposita domanda di apertura di conto corrente. Il servizio si attua mediante incasso ed accreditamento, sul conto di ogni singolo correntista, di tutti i versamenti rispettivi, da chiunque eseguiti.
Nel servizio dei conti correnti postali è stato introdotto il servizio di commissione che consiste nel pagamento di premi assicurativi, di canoni di utenza di servizio pubblico, come il gas, la luce, il telefono, nonché tasse ed imposte varie, pagamento effettuato dall’ente poste dietro ordine del correntista. Il pagamento viene eseguito mediante postagiro o bollettini di c/c già predisposti dal beneficiario e premarcati.
Il saldo del conto corrente postale, a differenza di quello del conto corrente bancario, non può mai essere passivo in quanto la posta non assume la funzione ed il rischio di far credito al correntista

Conto corrente di tesoreria

Rapporto di conto corrente (v.), intrattenuto con la Banca d’Italia (v.), attraverso cui il Ministero del tesoro (v.) svolge l’attività di tesoreria.
Fino al novembre 1993 il c/c di tesoreria era uno dei tradizionali canali di creazione della base monetaria (v.). Bankitalia, infatti, era obbligata ad anticipare al Tesoro, sul predetto c/c, fino al 14% delle spese correnti e in conto capitale previste in bilancio.
Le anticipazione che esorbitassero quella percentuale venivano considerate straordinarie e la Banca d’Italia aveva il potere di non accettarle salvo provvedimenti di legge che disponessero il contrario.
Gli accordi di Maastricht (v.) del 1992 che, in previsione dell’unione economica e monetaria, hanno vietato alle banche centrali (v.) di concedere finanziamenti privilegiati allo Stato, hanno fatto venir meno ogni possibilità di anticipazione, sia ordinaria che straordinaria.
In esecuzione di quegli accordi, infatti, il Parlamento approvava la L. 483/93 che disciplina il servizio di tesoreria e proibisce alla Banca d’Italia di concedere anticipazioni al Tesoro. Quest’ultimo è stato obbligato ad accendere presso l’istituto di emissione un apposito conto disponibilità del Tesoro per il servizio di Tesoreria con una dotazione iniziale di 30.000 miliardi. Su tale conto sono accreditate tutte le entrate incassate dalla Banca d’Italia per lo svolgimento del servizio di tesoreria e da esso sono detratte le spese a carico dall’Istituto. Qualora il saldo mensile del conto risulti negativo (in caso, cioè, di creazione di base monetaria), il Tesoro ha l’obbligo di ricostituire entro 3 mesi il fondo. Se il saldo mensile risulta inferiore del 50% dell’ammontare del deposito, il Tesoro è tenuto, in aggiunta, a presentare una relazione giustificativa al Parlamento. Oltre a ciò, in base all’art. 6 della stessa legge, se il conto presenta saldi a debito del Tesoro, la Banca d’Italia non effettua più pagamenti per il servizio di tesoreria e applica alle sofferenze del Tesoro il tasso ufficiale di sconto.