Categoria particolare di beni pubblici (v.) il cui godimento da parte di alcuni individui non esclude, fino ad un certo punto, il consumo da parte di altri.
La circostanza che si possa verificare la riduzione del consumo dei beni in questione, da parte dei primi utilizzatori, può spingere la loro produzione a livello di piccole comunità, o addirittura di club da cui la denominazione «beni di club» adottata da Buchanan (v.).
La teoria collegata a questa categoria di beni arriva a determinare la dimensione ottima e il livello ottimo di produzione dell’attività del club, tenenedo conto che:
— per quanto riguarda la dimensione, ogni membro aggiuntivo crea un vantaggio in termini di riduzione di costo dell’attività, e uno svantaggio in termini di maggiore congestione (v.);
— vantaggi e svantaggi sono legati all’intensità di attività del club che dipende dal confronto dei benefici e dei costi, determinati a loro volta dalla dimensione del club.
La teoria dei club viene utilmente applicata per la determinazione della dimensione ottima delle giurisdizioni locali (v.).
Esempi tipici dei beni di club sono i campi da tennis e le piscine.
Autore: Admin
Club di Roma
Associazione di studiosi di varia nazionalità che si prefigge lo scopo di studiare l’attività economica planetaria considerandola come un sistema globale.
Fondato a Roma, dove ha sede, il 7 aprile 1968 su iniziativa di A. Peccei, il club ha conosciuto un momento di grande notorietà in seguito alla pubblicazione nel 1970 di un libro di H. Meadow (I limiti dello sviluppo) sugli effetti perversi dell’industrializzazione sull’ambiente.
Club di Parigi
Termine con cui è nota la conferenza mondiale cui partecipano paesi creditori e paesi debitori ed in cui vengono rinegoziati i debiti ufficiali.
Club di Parigi
Termine con cui è nota la conferenza mondiale cui partecipano paesi creditori e paesi debitori ed in cui vengono rinegoziati i debiti ufficiali.