Cartismo

Movimento politico sorto in Inghilterra nel 1838 che reclamava l’attuazione di un programma di riforme politiche ed elettorali (People’s Charter), le più importanti delle quali riguardavano l’estensione del diritto di voto a tutti gli uomini, il voto segreto, la retribuzione dei rappresentanti nazionali ecc.
L’influenza di questo movimento non fu estranea all’approvazione di alcune leggi a tutela dei lavoratori quali la legge sulle miniere e sulle condizioni dei lavoratori, la legge sul lavoro nelle fabbriche e la legge sulla salute pubblica.

Cartello

È un accordo di durata temporanea tra più aziende, avente come scopo l’eliminazione della concorrenza tra le stesse e il raggiungimento di una posizione di mercato tale da contrastare le altre aziende operanti nel medesimo settore o addirittura impedire l’ingresso di nuove.
A differenza del trust (v.) nel cartello le aziende mantengono la loro individualità e l’indipendenza economica e finanziaria.
Posto che il cartello può assumere forme diverse, esiste sempre un accordo di base che può concernere i prezzi e le condizioni di acquisto e/o di vendita, il volume della produzione, l’estensione dei mercati.
Lo sviluppo e la rilevanza dei cartelli sono connessi alla struttura economica di ogni paese, anche perché le legislazioni interne possono avere influenza sulla loro costituzione, in modo da garantire la tutela dei consumatori e gli interessi nazionali (v. Antitrust)

Carta moneta

Termine utilizzato per indicare i biglietti di banca aventi valore legale.
I biglietti di banca cominciarono a diffondersi verso la fine del Medioevo quando gli operatori economici (per evitare i costi ed i pericoli connessi all’uso di monete metalliche) iniziarono a depositare i propri fondi presso mercanti e banchieri a fronte di una ricevuta; quest’ultima, essendo immediatamente convertibile, cominciò ad essere utilizzata come mezzo di pagamento in luogo delle monete metalliche. La massima diffusione della carta moneta ha però coinciso con la sua trasformazione in moneta legale (v.): come tale, la banconota deve (per legge) essere accettata in pagamento dei beni venduti o per il rimborso dei prestiti, per cui veniva meno il carattere di moneta fiduciaria che fino ad allora aveva contraddistinto i biglietti di banca. Quando, infine, venne rimossa anche la possibilità di convertire la carta moneta in monete metalliche, i biglietti dell’istituto di emissione circolarono a corso forzoso (v

Carta di credito

Documento intrasferibile che consente al suo titolare di effettuare acquisti o ottenere servizi presso terzi convenzionati con l’emittente della carta medesima, al quale viene trasferito l’onere del relativo pagamento.
Il titolare della carta, al momento di effettuare il pagamento dei suoi acquisti presso uno dei negozi convenzionati, si limita a presentare la sua tessera personale. Il venditore compila un conto di vendita sul quale vengono annotati gli estremi della carta e l’importo da pagare nonché la firma dell’acquirente.
Su presentazione del conto di vendita firmato dal titolare della carta, la banca accredita sul conto corrente del commerciante convenzionato la somma dovuta, trattenendo una provvigione per il servizio.
Mensilmente il titolare della carta di credito riceve dalla banca l’estratto conto delle spese effettuate; il saldo può essere pagato entro 20-25 giorni, senza alcun addebito di interessi (si è di fronte ad un prestito a titolo gratuito)