Si tratto’ di una regione dell’Austria centrorientale, comprendente il bacino del medio Mürz; Il suo nome derivo’ dal castello di Steyr.
nel secolo VIII venne colonizzata dai Germani, mentre nel 1180 fu trasformata in ducato.
Dal 1282 tale ducato appartenne agli Asburgo.
Da Hitler venne ceduta al Reich e dopo la 2ª guerra mondiale divenne territorio di occupazione britannica (1945-55).
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Stipulàtio
Contratto verbale, che veniva concluso grazie ad uno scambio di domanda e risposta.
In questo caso un soggetto (promìssor) si impegnava a compiere una qualsiasi prestazione in favore di un altro (stipulàtor).
essa veniva conclusa oralmente con la pronuncia di una formula solenne e serviva a:
1)estinguere in maniera semplice l’obbligazione;
2) difendere il diritto del creditore mediante l’efficace “actio ex stipulatu”.
All’inizio tale contratto poteva essere stipulato solo dai cives, successivamente fu utilizzato indifferentemente da cives e da peregrini.
I requisiti della Stipulatio erano:
1) l’oralità; infatti il muto ed il sordo non potevano concludere questo tipo di contratto;
2) la presenza delle parti;
3) l’ùnitas actum, cioè non vi doveva essere soluzione di continuità tra domanda e risposta;
4) la domanda e risposta dovevano essere congruenti.
In età post-classica non si ritenne più indispensabile l’uso del verbo “spondere”.
Nel 472 l’imperatore Leone dispose, con una costituzione, che le “stipulationes” fossero valide “quibuscumque verbis pro consensu compositiae sint”.
Statuto albertino
Esso fu concesso da Carlo Alberto il 14 marzo 1848, e rappresentò la Carta costituzionale del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia.
Esso era formato da un preambolo e da 84 articoli e fu pubblicato in lingua italiana e francese; si trasformò successivamente nello Statuto del Regno d’Italia e rimase in vigore per un secolo.
Statuti comunali
Nel comune medioevale esisteva un complesso unitario scritto di normative, raggruppante consuetudini locali (antiche e meno antiche), norme deliberate dall’assemblea generale (statuta in senso stretto) e brevia.
Furono istituiti alla fine dell’XII secolo e si diffusero in tutte le città soprattutto nel XIII secolo.
Lo statuto veniva raccolto in un libro generale.
Se interveniva una nuova norma su una materia già trattata, si cancellava la vecchia e di seguito a questa o a margine del foglio si annotava la nuova.
Se poi la modifica era parziale o veniva solo integrata, si apponevano delle additiones.
Tale sistema, poteva indurre confusione e alimentare il pericolo di alterazioni.
Infatti si diffuse nella pratica l’abitudine ad adottare più copie del libro generale.
Una di queste veniva custodita nell’arca segreta del comune, un’altra si teneva saldamente legata ad una catena in un luogo pubblico, affinchè fosse di pubblico dominio ed altre copie si lasciavano in affidamento a chiese e monasteri.