Rapporto Tindemans

Documento, presentato al Consiglio europeo il 29 dicembre 1975 dal primo ministro belga Leo Tindemans di quel tempo.
Esso conteneva un progetto sullo sviluppo dell’Unione europea.
Il documento era diviso in cinque sezioni: una visione comune dell’Europa, l’Europa nel mondo, l’Europa economica e sociale, l’Europa dei cittadini, il rafforzamento delle istituzioni.
I cittadini dovevano essere avvicinati alle istituzioni europee attraverso azioni che riguardavano la protezione dei diritti fondamentali, la tutela dei consumatori, la protezione dell’ambiente, l’instaurazione della libera circolazione delle persone, di una politica comune di educazione e di informazione.
Il rapporto attribuì al Parlamento europeo maggiori poteri, quali l’iniziativa legislativa, e al Consiglio europeo la facoltà di indicare sistematicamente gli organi competenti a dare attuazione alle sue decisioni.
Il rapporto Tindemans non fu accolto con grande entusiasmo e fu accantonato dopo diverse discussioni, a causa di contrasti politici all’interno della Comunità.

Rapporti tra fonti nel diritto internazionale privato

Le norme interne si adattano alle diverse norme internazionali e comunitarie in maniera diversa, comprimendosi, e restrigendo l’ambito applicativo.
In virtù del tradizionale principio «lex specialis derogat priori», i trattati e le norme comunitarie prevalgono sulle norme interne che ha valenza residuale (art. 2 L. 218/959)
Il concetto della prevalenza delle convenzioni internazionali sul diritto interno è confermato
all’art. 10 cost. che stabilisce che l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale
generalmente riconosciute, in questo modo è inserito nel nostro ordinamento il principio dell’adattamento automatico per l’adeguamento alle norme internazionali sia convenzionali che generali.
L’adattamento automatico delle convenzioni applicato da tutte le nazioni, crea a) il principio di uniformita del dip convenzionale in una determinata materia, alla condizione che siano in concreto in vigore, cioe la procedura ( deposito, scambio, numero minimo di ratifiche, assenza di riserve) deve essere terminata correttamente; b) un’interpretazione uniforme, armoniosa, condivisa, delle convenzioni ( artt. 31-33 della convenzione di vienna del 1969).
Nell’ipotesi di ricorso alla giustizia, la Corte di Giustizia ha la competenza esclusiva a pronunciarsi sull’applicazione uniforme dei regolamenti comunitari ( art. 234 trattato di Amsterdam).
Ipotesi di contrasto tra norme:
• convenzione/trattato/consuetudine in contrasto con norme interne italiane, prevalgono le prime (principio dell’adeguamento automatico e principio «lex specialis derogat priori»);
• norma comunitaria in contrasto con convenzione/trattato/consuetudine e norme interne degli stati membri, prevale la norma di diritto comunitario (principio della preminenza);
• convenzione/trattato/consuetudine in contrasto con convenzione/trattato/consuetudine precedenti, prevale la convenzione recente che ha abrogato le clausole precedenti ( abrogazione espressa).

Restituzioni alle esportazioni

Le restituzioni alle esportazioni sono sussidi economici variabili distribuiti dagli agricoltori comunitari che garantiscono loro un reddito minimo.
Questa politica ha indotto l’accumulo di eccedenze in alcuni settori (latte e prodotti lattiero-caseari, cereali, carne bovina) ed è stata la causa dell’applicazione di restituzioni per agevolare le esportazioni dei prodotti agricoli europei verso i paesi terzi.
Le restituzioni permettono le esportazioni necessarie per i prezzi praticati sul mercato mondiale, più bassi di quelli praticati all’interno della Comunità.

Risoluzione

Si tratta di un atto usato dal Parlamento europeo, quando si pronuncia all’unanimità sul rapporto presentatogli da una delle sue Commissioni.
La risoluzione corrisponde ad una raccomandazione cioè atti non vincolanti ed è rivolta al Consiglio dell’Unione europea o alla Commissione delle Comunità europee.
Spesso le risoluzioni sono viste tra gli atti atipici delle Comunità europee.
Dal punto di vista giuridico, essi possono essere considerati degli accordi in forma semplificata