Affrancazione

Nella società germanica era la modalita’ attraverso la quale lo schiavo acquistava la libertà.
Il padrone poteva affrancare gli schiavi come ricompensa per i servigi ottenuti.
lo schiavo poteva pagare la propria libertà, dopo aver ricevuto in godimento una somma di denaro.
In alcuni casi, una terza persona poteva affrancare lo schiavo.
Il vescovo per esempio poteva acquistare uno schiavo pagando il doppio del prezzo per farne un prete.
L’affrancatione romana era quella che avveniva in due modi:
1) lo schiavo veniva consegnato al vescovo che lo riscattava,
2)il padrone consegnava allo schiavo una carta di riscatto, in cui venivano indicate le caratteristiche dell’affrancazione.
La forma principale di affrancazione germanica avveniva per danarium ante regem cioè il padrone dichiarava dinanzi al re di volere liberare uno schiavo.
Pertanto consegnava a quest’ultimo del denaro.
Il re poteva confermare la libertà e lo schiavo diventava libero per sempre.

Allgemeines Bürgerliches Gesetzbuch

Si tratta del Codice civile austriaco realizzato nel 1811.
Esso costitui’ il prodotto finale del movimento per la codificazione iniziato in Austria con Maria Teresa d’Asburgo (1740-1780) e proseguito con i suoi figli e successori Giuseppe II (1780-1790) e Leopoldo II (1790-1792).
Tra il 1753 e il 1766 una commissione imperiale elaborò un il Codex Theresianus e pubblicò i Principi di compilazione cioè i criteri-guida dell’operato della commissione.
Sotto Leopoldo II, un’altra commissione rielaborò il progetto, applicato alla sola Galizia.
Entrò in vigore il 1° gennaio 1812 nei seguenti territori:
“territori ereditari di lingua tedesca” (für die Deutschen Erblande), vale a dire Austria, Stiria Tirolo, Boemia, Moravia e Slesia, successivamente nel Lombardo-Veneto, Liechtenstein, Croazia, Slovenia, Dalmazia, Transilvania e la Polonia.
Esso previde il ricorso all’interpretazione analogica in caso di “lacune” ai principi naturali.
Ad oggi è vigente in Austria, e risulta diviso in tre parti:
1)il diritto delle persone
2) i diritti reali (possesso, proprietà, privilegi, servitù, successioni) e i contratti;
3) modificazioni dei rapporti giuridici, l’estinzione di diritti ed obblighi, la prescrizione e l’usucapione

Arbitrato

Si ricorre all’arbitrato nel diritto processuale civile, per sottrarre alla giurisdizione ordinaria la decisione di una lite in questo modo essa sarà dettata da un privato e non da un giudice dello Stato.
Comunque lo stato ha il compito finale di attribuire alla decisione privata il carattere di sentenza.
L’istituto dell’arbitrato è previsto anche dal diritto internazionale.
In questo caso è un procedimento di risoluzione di una controversia affidata ad un giudice internazionale.
Nel diritto romano l’arbitratus stabiliva che era facoltà delle parti affidare ad un terzo, l’arbiter cioè la decisione di una o più controversie.
Tale accordo obbligava i soggetti all’accettazione e all’osservanza della decisione del giudice e si dettavano le modalità e l’oggetto del giudizio.
La sentenza non costituiva res iuridica, semplicemente produceva gli effetti obbligatori del compromesso.
Nel Medioevo si ebbero delle forme di Arbitrato nelle controversie civili.
Un esempio è l’istituto dell’episcopalis udientia, con due caratteristiche essenziali: la natura in origine arbitrale della sentenza vescovile, emessa sulla base di valutazioni equitative e la facoltà delle parti di ricorrere al tribunale del vescovo per la risoluzione delle liti.
Nell’ordinamento anglosassone il saamend era la persona incaricata di determinare l’ammontare dei danni e l’entità del risarcimento, che un reo avrebbe dovuto corrispondere alla vittima o ai suoi parenti.
L’Arbiter era colui al quale le parti in lite affidavano l’esame della causa civile che doveva essere decisa nei tribunali pubblici.
Le sue decisioni erano appellabili.
Mentre l’Arbitrator era quello che definiva una controversia civile secondo equità e senza l’osservanza dello ius strictum.
L’Albitrato volontario dipendeva dalla volontà delle parti e riguardava diverse controversie civili escluse le liti matrimoniali, le questioni di status personale, e le controversie contro il fisco ed in materia feudale.
L’arbitrato necessario era invece imposto alle parti dal diritto positivo e riguardava soprattutto le controversie familiari.
Alla fine del XV secolo il giudice pubblico al quale veniva sottoposto il lodo arbitrale per l’attribuzione della sua esecutorietà, si limitava a renderlo esecutivo, senza riesaminare la correttezza della sentenza arbitrale.
In questo modo gli arbitri assunsero alcuni poteri propri dei magistrati pubblici: di disporre la prova di un fatto controverso, il potere di pronunciare sentenze interlocutorie o di ascoltare i testimoni prodotti dalle parti e di ricevere il loro giuramento.
Il primo codice di procedura civile del Regno d’Italia ha accettato solo l’arbitrato volontario.

Austin John

Fu Filosofo e giurista inglese allievo di Jeremy Bentham .
Egli stabili’ che lo studio del diritto deve essere condotto con metodo analitico.
Egli ha anche teorizzato riguardo l’imperativismo.
La legge è un comando associato ad una sanzione proveniente da un superiore politico.
Il sistema giuridico è un insieme di comandi emanati dal “sovrano”