Bartolo da Sassoferrato

Visse dal 1313 al 1357 e fu un giureconsulto, allievo di Cino Sighibuldi da Pistoia all’università di Perugia.
Insegnò diritto a Pisa e Perugia, e scrisse oltre 40 trattati, tra cui il Tractatus Tyberiadias, il De regimine civitatis, il De Guelfis et Gebellinis e il De Tyranno, e numerosi consilia.
Nel De regimine civitatis indica nel regime repubblicano un regime che si addice alle piccole comunità, mentre quello aristocratico alle medie e quello monarchico agli Stati più grandi.
Sosteva che il principe, non era vincolato alla legge, ma si sottomette per equità.
L’opinio Bartoli verte su tutti i campi del diritto, è stata quindi una valida guida, i giudici di Spagna, Portogallo e Brasile.

Bonaparte Napoleone (Ajaccio, Corsica 1769 – Sant’Elena 1821)

Nacque da Carlo e da Maria Letizia Ramolino, a dieci anni entrò nell’Accademia militare di Brienne.
Nel 1784 venne trasferito alla scuola militare di Parigi.
Nel 1785 venne nominato luogotenente d’Artiglieria, conquistò i gradi di capitano, di colonnello e di generale di brigata.
Nel 1795 ottenne il comando della guarnigione di Parigi e guidò l’esercito d’Italia.
Nel 1798 conquistò Alessandria, l’intero Egitto, e Siria.
Nel 1799 si fece proclamare Primo Console.
Nel 1800 in Italia, riportò numerose vittorie.
Nel 1804 fu proclamato imperatore.
Nel 1805 assunse a Milano anche la corona del Regno Italico.
Nel 1806 fu tolto ai Borbone il Regno di Napoli, e lo affidò a suo fratello Giuseppe, mentre all’altro suo fratello Luigi egli affidò il regno d’Olanda.
Nel 1812 entrò a Mosca
Nel 1813 fu sconfitto nella battaglia di Lipsia.
Nel 1814 venne confinato all’isola d’Elba.
Nel 1815 rientrato in Francia vincendo contro i Prussiani.
Nel 1815 fu definitivamente sconfitto a Waterloo dal generale inglese Wellington.
Il 5 maggio 1821 morì in esilio a S. Elena.

Elaborò il codice civile (Code Napoléon), penale, di procedura civile e criminale.

Cancelliere

Nel Medioevo era il funzionario preposto alla direzione della Cancelleria [vedi]. Egli era sempre un ecclesiastico ed in quanto tale era subordinato all’arcicappellano (che, a partire dalla seconda metà del IX secolo si disse arcicancelliere), ma nelle questioni del suo ufficio politico- giuridico il vero potere rimase nelle sue mani.
Il (—) era incaricato di stilare e pubblicare gli atti legislativi e le lettere del re e di sorvegliare gli archivi. Nelle sue funzioni veniva assistito da notai, ai quali spettava la verifica e la datazione degli atti, e da scribi, incaricati di ricopiarli. Anche questi ultimi due funzionari erano sempre ecclesiastici.
Dalla funzione di redigere atti pubblici, è derivato l’uso vigente in Inghilterra di chiamare Lord (—) il Ministro della Giustizia e (—) dello Scacchiere il Ministro delle Finanze. In Germania (—) è il Capo del governo, mentre in Italia è il funzionario che redige ed archivia gli atti di un Tribunale.