Il (—) costituì l’ideale continuazione del Codice Gregoriano [vedi] e del Codice Ermogeniano [vedi] ed inaugurò la serie delle codificazioni tardo-romane.
Voluto dall’imperatore Teodosio II (401-450) e pubblicato il 15 febbraio del 438 d.C. nella parte orientale dell’impero, il (—) fu adottato dall’imperatore d’Occidente Valentiniano III e, a partire dal 1° gennaio del 439 d.C. entrò in vigore in tutto l’impero.
L’opera, strutturata sulla falsariga dei due codici innanzi menzionati, che a loro volta si ispiravano alle raccolte classiche di giurisprudenza chiamate Digesta, constava di 16 libri, ciascuno dei quali si divideva in un certo numero di titoli; ogni titolo era dedicato, a sua volta, alla trattazione di una data materia e delle relative costituzioni imperiali, enumerate secondo un ordine cronologico.
Categoria: Glossario
Commendatio
Tipica forma di assoggettamento personale in cambio di protezione, in uso a partire dagli ultimi tempi dell’impero romano. Essa aveva un analogo corrispondente nell’antico costume dei popoli germanici [vedi Germani] che, con termine romano-volgare, veniva definito vassaticum [vedi Vassallaggio
Concilio di Trento
XIX concilio ecumenico [vedi], di importanza fondamentale nel periodo della Controriforma [vedi], svoltosi a più riprese nella Chiesa di S. Maria Maggiore a Trento. Fu convocato con bolla [vedi] papale del 22-5-1952 da Paolo III, ebbe inizio il 13-12-1545 e terminò nel dicembre del 1563 durante il pontificato di Pio IV. Vi intervennero 255 prelati.
Nei riguardi del protestantesimo [vedi Riforma protestante] e delle Chiese derivate, il (—) riaffermò e definì i dogmi della Chiesa cattolica, ribadendo l’autorità del pontefice, escludendo che la materia di fede sia circoscritta alle sole Sacre Scritture e negando che la salvezza si acquisti con la sola fede.
Al (—) si deve anche l’introduzione di ampie riforme nell’insegnamento, con la compilazione del catechismo romano, negli ordini ecclesiastici e nella cultura
Constitutio criminalis Carolina
Legge penale, nota anche come Carolina, emanata nel 1532 dall’imperatore Carlo V d’Asburgo [vedi] e valida per tutti i territori dell’impero.
Ratificò la prevalenza della disciplina romanistica del diritto penale su quella di origine germanica.
Era composta di 219 articoli e divisa in due parti, una dedicata ai reati in generale, al processo ed agli organi giudiziari, l’altra alle singole fattispecie di reato.
Dal tedesco fu tradotta in latino e in francese