Correttezza

In statistica, proprietà di uno stimatore (v.) T(X) per cui esso coincide in media con il valore del parametro (v.) ignoto q della popolazione; quindi, se T(X) è non distorto allora E [T(X)] = q. In caso contrario, lo stimatore si definisce distorto (biased), ovvero affetto da distorsione (v.). Relativamente al singolo dato statistico, esso si definisce corretto se il valore rilevato coincide con il valore vero (v.).

Costituzionalismo economico

Branca della teoria economica il cui scopo è quello di individuare dei principi di natura costituzionale che spieghino le decisioni di natura finanziaria.
Coloro che per primi si sono interessati a questo filone della teoria economica sono Tullock (v.) e Buchanan (v.).
Gli elementi cardine su cui si basa il costituzionalismo economico sono:
— l’individualismo metodologico (v.), che pone in primo piano le valutazioni individuali espresse attraverso le regole di votazione;
— la razionalità nelle scelte individuali, presupposto necessario affinché vi sia una giustificazione all’uso delle scelte individuali come fondamento delle decisioni normative.
Secondo Buchanan un criterio minimale di razionalità potrebbe essere rappresentato dalla capacità dell’individuo di ordinare le alternative, che gli si propongono, in base al vantaggio che esse potrebbero fornirgli;
— il rispetto, da parte dell’intera collettiva, degli elementi di razionalità e di individualismo se, infatti, lo scopo del costituzionalismo economico è quello di giungere a decisioni collettive (attraverso le regole di votazione) la partecipazione deve essere assicurata ad ogni cittadino.
Il processo decisionale collettivo consta di due fasi:
— la prima, utile agli elettori per stabilire all’unanimità le norme che successivamente verranno applicate e in cui è necessario creare una serie di regole nelle quali prevalgono le tendenze di non conflittualità fra i votanti. Alla base, quindi, del costituzionalismo economico vi è un principio contrattualistico (v. Contrattuaslimo), che sancisce la necessità di un consenso unanime;
— la seconda fase, nella quale gli amministratori pubblici pongono in essere le decisioni prese, anche attraverso maggioranze qualificate (v. Teorema dell’impossibilità).
Il meccanismo decisionale così descritto rispecchia i modelli di Public choice (v.) che indagano il comportamento delle istituzioni pubbliche nei vari stadi del processo decisionale.

Crowding out [spiazzamento]

Termine che indica le conseguenze prodotte dal manifestarsi di una forte domanda del settore pubblico all’interno di un sistema economico già caratterizzato dalla piena utilizzazione delle risorse produttive.
Il fenomeno è comunque osservabile anche in situazioni di sottoccupazione. Se, infatti, lo Stato finanzia la propria spesa ricorrendo al debito pubblico, per collocare i propri titoli presso gli operatori privati dovrà offrire tassi d’interesse competitivi. Ciò comporterà un aumento generalizzato della struttura dei tassi d’interesse e, di conseguenza, una riduzione negli investimenti privati. Inoltre, gli elevati tassi interni attrarranno capitali esteri, rivalutando il cambio e riducendo le esportazioni. Il tutto si tradurrà in una contrazione della domanda aggregata e, dunque, del reddito.
La possiblità di un effetto di spiazzamento è riconosciuta anche dai keynesiani (v.). Essi ribattono, però, che gli investimenti sono poco sensibili alle variazioni del saggio d’interesse, cosicché il crowding out ha una portata relativamente limitata.