Trattato di Parigi

Si tratta di un accordo firmato a Parigi il 18 aprile 1951 che permise di istituire la Comunità europea del carbone e dell’acciaio ( CECA);
I paesi firmatari del trattato furono la Francia, la Germania, l’Italia, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo.
I paesi aderenti firmarono il protocollo sui privilegi e le immunità delle Comunità europee , un protocollo sullo Statuto della Corte di Giustizia e un protocollo sulle relazioni con il Consiglio d’Europa.
Si voleva avviare la cooperazione nel settore del carbone e dell’acciaio, per raggiungere una più ampia unione economica tra gli Stati europei.
Questo trattato non ha durata infinita come quelli della CEE e dell’Euratom ma bensi’ per cinquanta anni.
Nel 2002, anno in cui è in scadenza il Trattato, il Consiglio dell’Unione e i rappresentanti dei governi degli Stati membri hanno usato la risoluzione 98/C 247/04 .
Essa permette di usare le opportune misure per liquidare le risorse e le attività dell’organizzazione.

Semplificazione legislativa

Risoluzione 8 luglio 1996

Tale processo ha permesso la semplificazione delle disposizioni legislative comunitarie, in modo da rendere più accessibile il complesso delle norme approvate dall’Unione europea.
Nel 1996 la Commissione europea ha lanciato il progetto pilota SLIM ,un programma sulla semplificazione della legislazione del mercato interno che si occupa di quattro settori specifici, ma che può essere esteso anche ad altri settori.
Nel 1992 il consiglio europeo di Edimburgo, ha posto in rilievo il problema della semplificazione legislativa e della maggiore accessibilità.
Gli stati sono stati incoraggiatii a proseguire nel lavoro di consolidazione e di codificazione dei testi legislativi.
Nel 1993 la Commissione ha deciso di mettere ordine nella esuberante produzione legislativa comunitaria attraverso un programma di snellimento.
In tal modo doveva avvenire l’accorpamento, l’eliminazione e l’abrogazione di regole e provvedimenti nel settore della concorrenza, in quello doganale, nel settore dell’ambiente, della tutela del consumatore e del diritto europeo delle società.
Nel 1997 sono state iniziate un piano d’azione per il mercato interno, e la creazione di una task force per semplificare l’organizzazione delle PMI.

SLIM Simpler Legislation for the Internal Market – Semplificazione Legislativa per il Mercato Interno

Risoluzione del Consiglio 8 luglio 1996

Si tratta di una serie di interventi realizzati dalle istituzioni comunitarie, con lo scopo di snellire e semplificare la complessità del sistema giuridico dell’Unione.
Sono stati emanati numerosi atti per rendere più semplice la legislazione in specifici settori.
Il progetto pilota SLIM è stato avviato, con la risoluzione del Consiglio dell’8 luglio 1996e ha come obiettivo principale l’adozione di misure semplificative legislative per eliminare gli oneri eccessivi e ingiustificati che limitano la competitività delle imprese.
E’ stata istituita una task-force composta da membri della Commissione, da esperti nel settore in questione e da esperti delle amministrazioni nazionali che ha il compito di analizzare i modi più semplici ed efficaci per ridurre la burocratizzazione della legislazione comunitaria e per ravvicinare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative.
Il progetto SLIM ha intrapreso solo quattro interventi:
1) il sistema permanente di raccolta statistica;
2) le piante ornamentali;
3) i prodotti da costruzione
4) e il reciproco riconoscimento dei diplomi .
Anche la procedura IVA è rientrata nel progetto di lavoro della task-force, oltre che i servizi bancari, la nomenclatura del commercio estero e i fertilizzanti.

Stabex Stabilizzatore delle Esportazioni

Meccanismo realizzato dalla Comunità europea con lo scopo di stabilizzare i proventi delle esportazioni di determinati prodotti agricoli originari degli Stati ACP.
Questo è stato predisposto nell’ambito delle Convenzioni di Lomé ed assicura un contributo della Comunità ai paesi ACP qualora i proventi delle esportazioni di questi prodotti scendano al di sotto di un certo limite.
Lo Stabex sostiene gli Stati ACP accrescendo le loro economie, permettendo lo sviluppo ed il progresso economico e sociale delle loro popolazioni.
Esiste una soglia al di sotto della quale è possibile l’intervento dello Stabex, essa è detta “margine di fluttuazione”, ed è calcolata per ogni paese in base alla media delle entrate delle esportazioni degli anni precedenti.
Il prodotto inoltre deve costituire almeno il 6% delle esportazioni del paese, anche se tale margine è ridotto all’1,5% per i paesi più poveri.
I sussidi forniti dallo Stabex vengono rimborsati alla Comunità (ad eccezione dei paesi più poveri) nel momento in cui le entrate derivanti dalle esportazioni supereranno nuovamente il margine di fluttuazione.
La Convenzione di Lomé ha realizzato un’ altro sistema di compensazione per i prodotti minerari non ferrosi (Sysmin).