Brachylogus iuris civilis

Manuale scolastico di epoca non romana, costituisce una sorta di compendio delle Istitutiones giustinianee, [vedi Institutiones Iustiniani], ma qua e là vi si rinvengono tracce dell’utilizzo anche di altre opere giustinianee, soprattutto del Digesto [vedi].
È suddiviso in quattro parti, dedicate rispettivamente alle persone e alla famiglia, ai diritti reali e successori, alle obbligazioni, al processo

Camera apostolica

Ufficio preposto all’amministrazione dei beni e dei diritti temporali e delle finanze della Santa Sede. Essa, durante la vacanza della Sede Apostolica assume la direzione dei palazzi apostolici e del Conclave. È presieduta dal Cardinale Camerario, detto anche Camerlengo.
La (—) aveva nel Medioevo notevoli poteri, in quanto era dotata di funzioni giurisdizionali in qualità di Tribunale, di unica istanza, per tutte le cause fiscali.

Capitano del popolo

Figura di vertice del comune [vedi Comune medievale], apparsa verso la metà del XIII secolo, quando i cittadini, dando vita al comune del “popolo”, decisero di armarsi e proteggere la libertà dei comuni dalle lotte tra le fazioni e dai tentativi dei nobili di conquistare il dominio delle città.
Il (—) era un magistrato eletto dai cittadini con il compito di tenere una guardia armata, di fornire armi al popolo e di difendere il podestà [vedi] durante le lotte politiche.
Il (—) veniva eletto dal popolo per un breve periodo di sei mesi o un anno ed era spesso scelto tra i forestieri, per bilanciare l’azione del podestà, anch’esso elettivo, ma spesso portato a favorire maggiormente gli interessi della più consolidata classe borghese.
Egli aveva sostanzialmente gli stessi poteri normativi, militari, fiscali, amministrativi e giurisdizionali del podestà ed era assistito sia da un ristretto consiglio di ‘anziani’, che provvedeva ad eleggerlo e poi a collaborare con lui, sostenendone le iniziative, sia da una grande assemblea popolare (congregatio populi), costituita dai membri delle corporazioni [vedi] e delle società armate, che si riuniva per deliberare sulle questioni più importanti del Comune e per prendere cognizione delle decisioni del (—), del Consiglio maggiore [vedi] e del Consiglio minore [vedi

Carolingi

Dinastia franca, fondata da Carlo Martello (685-741), che dalla metà del secolo VIII arriva alla fine del secolo X. Essa governò la Francia dal 752, l’Italia dal 774 e l’impero dall’800 all’887.
Nella dinastia dei (—) vanno compresi anche i predecesori di Carlo Martello, Arnulfo, vescovo di Mertz, suo figlio Ansegifilo e Pipino di Héristal, padre naturale di Carlo Martello. A quest’ultimo successero Pipino il Breve [vedi], Carlo Magno [vedi], il figlio di questi Ludovico il Pio [vedi]. I figli di quest’ultimo, Lotario I [vedi], Ludovico il Germanico [vedi] e Carlo II il Calvo [vedi], si divisero l’impero franco con il trattato di Verdun [vedi Verdun (trattato di)] (843): a Lotario furono attribuite le terre italiane e le zone comprese tra le foci del Reno e del Rodano; a Ludovico il Germanico toccò la Germania e a Carlo II il Calvo la Francia.
La dinastia dei (—) perdurò in Francia sino all’avvento dei Capetingi [vedi] nel 987