Camera dei Comuni

(d. comp.)

Principale organo legislativo inglese formato da 651 membri eletti ogni 5 anni con il sistema maggioritario del collegio uninominale, in base al quale il seggio viene assegnato al candidato che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti.
La (—) è la più antica assemblea parlamentare del mondo in quanto le sue origini risalgono al secolo XIII. Il suo potere aumentò enormemente durante il XVII secolo in seguito alla rivoluzione del 1642 ed alla successiva emanazione del Bill of Rights (1689) [vedi] e dell’Act of Settlement (1701) [vedi].
Con il Parliament Bill del 1911 fu sancita la supremazia della (—) rispetto alla Camera dei Lords [vedi] non elettiva, il cui voto, che precedentemente bloccava molte leggi in materia finanziaria, poteva essere superato attraverso una rilettura della legge nella

Capitolare

Ordinanza emanata dai re carolingi, a partire da Carlo Magno [vedi].
A seconda della materia trattata tali ordinanze si dividevano per capitula (da cui il nome) in ecclesiastici e civili (o mondani) e in generali e speciali.
I capitolari ecclesiastici riguardavano la disciplina della Chiesa e si rivolgevano in modo particolare a vescovi, abati e chierici.
I capitolari civili erano destinati a complemento delle varie leggi nazionali (capitularia legibus addenda), oppure a regolare materie di diritto pubblico e aventi vigore per tutti gli abitanti dell’impero (capitularia per se scribenda, in considerazione del fatto che il potere regio li pubblicava direttamente, indipendentemente dal voto di altre assemblee) o, infine, ad impartire istruzione ai missi dominici [vedi], quando questi si recavano nelle province in rappresentanza del governo centrale (capitularia missorum).
I capitolari generali si riferivano a tutte le regioni dell’impero e vincolavano tutti i sudditi.
I capitolari speciali erano diramati in riferimento a regioni o provincie congiunte all’impero.
I capitolari furono fatti oggetto di numerose raccolte generali. La prima fu dovuta all’iniziativa privata dell’Abate di Fontenelles Angesiso tra l’823 e l’833, che in quattro libri raccolse le leggi ecclesiastiche di Carlo Magno [vedi] e di Ludovico il Pio [vedi], nonchè i capitolari dei missi dominici ed altre leggi. Per l’Italia fu emanata una raccolta su ordine di Lotario I [vedi], pubblicata nell’832 e denominata Capitulare papiense, in quanto deliberata in assemblea a Pavia. Esso costituì probabilmente il nucleo originario del Capitulare italicum [vedi].
• (—) di Aquisgrana
Emanato da Carlo Magno nel 789. In esso veniva comminata la pena di morte a coloro che si rendevano responsabili di omicidio di un uomo o di una donna accusati di stregoneria.
Inoltre, veniva proibito agli ebrei, dietro comminazione della pena del taglio della mano destra, di accettare pegni da un cristiano o di effettuare il commercio o lo scambio di vettovaglie.
• (—) di Kiersy (Quierzy)
Legge fondamentale nel campo del diritto successorio feudale [vedi Feudalesimo] nel Regno franco [vedi Franchi] d’Occidente.
Fu promulgato nell’877 da Carlo II il Calvo [vedi] ed attribuì ai figli dei vassalli [vedi Vassallaggio] della parte occidentale del Regno la carica ed il feudo dei padri, nell’ipotesi in cui questi ultimi fossero deceduti durante l’imminente spedizione militare in Italia contro i Saraceni.
Il possesso del feudo non passava direttamente all’erede ma, in caso di morte del vassallo, doveva ritornare al signore (o al re, se si trattava di feudi della Corona) ed il signore (o il re) aveva l’obbligo di riattribuirlo con uno speciale atto di riconcessione al figlio del vassallo, qualora questi non avesse già in precedenza mostrato indegnità a succedere.
Il successore di Carlo il Calvo, Lodovico II il Balbo [vedi], restrinse gli effetti del (—), imponendo ai vassalli della Corona l’obbligo di lasciare, a loro volta, i feudi paterni ai figli dei vassalli minori (ossia dei vassalli legati direttamente da giuramento di fedeltà ad un signore e non al re) caduti in guerra.
• (—) di Olona
Promulgato nell’825 da Lotario I [vedi], istituiva a Pavia una fiorente scuola di arti liberali, nella quale dovevano affluire obbligatoriamente non solo studenti da tutta la Lombardia ma anche da Asti e da Genova.
• (—) di Thionville
Promulgato da Carlo Magno [vedi] nell’805, fissava un ordine gerarchico ai rapporti di fedeltà, in modo che l’obbligo principale per tutti i vassalli fosse quello di giurare fedeltà ed obbedienza al sovrano, supremo signore feudale

Carroccio

Grande carro a quattro ruote tirato da buoi o cavalli, adoperato inizialmente dal vescovo, che con esso mandava a riscuotere le decime [vedi Decima] dai contribuenti. Portava quindi le insegne del vescovo, un altare e una campana, per avvertire i tributari.
Con l’avvento dei comuni [vedi Comune medievale] e il passaggio della giurisdizione dal vescovo ai cittadini, le insegne furono cambiate e si collocarono sul (—) insieme all’altare.
In tempo di battaglia, il (—) veniva portato sul campo ed utilizzato come punto di riferimento dai cittadini combattenti e dai feriti. Dal (—) il vescovo benediceva le truppe e i trombettieri davano segnali. Esso veniva considerato simbolo del comune ed era difeso contro gli attacchi nemici da un corpo scelto di combattenti. In tempo di pace veniva collocato in chiesa.
L’istituzione del (—) come simbolo delle lotte e dell’autonomia cittadina viene attribuita all’arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano (974 ca-1045), il quale per primo l’utilizzò in battaglia contro i suoi vassalli [vedi Vassallo], che pretendevano l’ereditarietà dei feudi minori. Dalla Lombardia, l’uso del (—) si estese poi a tutti gli altri comuni dell’Italia settentrionale e della Toscana

Cavalleria

Istituzione medioevale, le cui origini si riferiscono all’usanza dei sovrani germanici e dei capi arabi di avere un seguito di giovani nobili a cavallo.
In epoca feudale erano chiamati cavalieri coloro che, non possedendo feudi, mettevano le proprie armi al servizio di un altro signore.
La Chiesa attribuì alla (—) un carattere religioso- militare, affidandole il compito di difesa dei deboli, degli oppressi e delle vittime di ingiustizie.
Nel periodo delle Crociate [vedi] furono create associazioni laico- religiose di cavalieri, che in origine ebbero il compito di difendere la Terra Santa e i pellegrini ma in seguito diedero vita a imprese di conquista ai danni delle popolazioni non ancora convertite al cristianesimo.
Con l’introduzione delle armi da fuoco, la (—) si ridusse a milizia ausiliaria, ma Napoleone [vedi Bonaparte Napoleone] se ne avvalse notevolmente nelle fasi cruciali delle sue spedizioni