An debeàtur (se sia dovuta)

Espressione che indica “l’esame che il giudice deve compiere al fine di accertare se sia dovuta una certa prestazione”.
Se questo esame dà esito positivo, il giudice dovrà passare a quantificare la prestazione dovuta .
Nel diritto attuale, il giudice può emettere una sentenza di condanna generica dopo aver accertato l’An debeatur, e la controversa determinazione della prestazione dovuta,
Successivamente il processo potrà proseguire per la determinazione della condanna.

Appellàtio [Appello; cfr. artt. 339 ss. c.p.c.; 593 ss. c.p.p.]

Mezzo di impugnazione della sentenza.
Nella cognìtio extra òrdinem la sentenza divenne appellabile.
La parte che proponeva l’appellatio doveva dichiararlo subito dopo la lettura della sentenza.
Inoltre il libellus appellatorius doveva essere inviato entro brevissimo tempo al giudice di primo grado.
Egli poi trasmetteva lo stesso insieme ad una relazione al giudice di appello davanti al quale si procedeva ex novo.
L’appellatio determinava la sospensione della sententia di primo grado.
Se l’appellante perdeva veniva condannato ad una pena pecuniaria e la sentenza poteva essere modificata in pèius.
nell’ordinamento vigente al contrario non si puo’ condannare l’appellante ad una pena più grave di quella irrogata con la pronuncia appellata.

Arcadio (Flavio) (imp. 395-405 d.C.)

Il padre Teodosio I lo investi del titolo di Imperatore d’Oriente
Onofrio suo fratello, fu nominato invece Imperatore d’Occidente.
Quando mori’ Teodosio , la mancanza di un collegamento tra le due partes imperii creo’ conflitti, dovuti prevalentemente ai contrasti personali tra Rufino e Stilicone.
Essi furono funzionari imperiali, preposti da Teodosio all’assistenza dei due figli.
Arcadio Sali’ al trono all’età di 11 anni e fu manovrato nelle questioni di governo dalla moglie Eudossia e dai ministri Rufino e Eutropio .