Costituzioni, decisioni e rescritti emanati a partire dal 1298 e raccolte da Papa Clemente V (1305-1314), da cui presero la denominazione. Tali decretali [vedi] concernevano la disciplina ecclesiastica ed i rapporti dei laici con le Corti ecclesiastiche. Le (—) sono inserite nel Corpus iuris canonici [vedi] e costituiscono la terza raccolta ufficiale di decretali, dopo la prima di Gregorio IX [vedi Liber extra] e quella di Bonifacio VIII [vedi Liber sextus].
La raccolta, rimasta in vigore fino alla promulgazione del Codice di diritto canonico [vedi], venne resa pubblica da papa Giovanni XXII, che ne dispose l’uso nell’ insegnamento del diritto canonico e nei processi.
Categoria: Glossario
Codice Ermogeniano
(o Epitome Iuris)
Raccolta dei rescritti di Diocleziano [vedi] degli anni 293 e 294, di Costantino [vedi] e Valentiniano, pubblicata agli inizi del IV secolo da Ermogeniano [vedi], maestro della Scuola di Berito. Esso constava di un unico libro, compilato ad integrazione del Codice Gregoriano [vedi] e destinato, come quest’ultimo, ad uso della prassi. Le costituzioni erano distribuite per materie e collocate in ordine cronologico. Il (—) non ci è pervenuto direttamente, bensì attraverso l’uso che di esso fu fatto soprattutto dal codice giustinianeo [vedi Corpus iuris civilis; Giustiniano I]. Il (—) regolava prevalentemente il diritto privato.
Comes
(Compagno; Conte)
Nel diritto romano era l’accompagnatore e il consigliere dei magistrati inviati nelle provincie, oppure il consigliere di re e imperatori.
Nel diritto germanico e soprattutto durante l’impero carolingio [vedi Carolingi], era il più importante funzionario dell’amministrazione locale, posto a capo di un distretto, la contea, che divenne poi ereditario.
L’imperatore sceglieva liberamente i (—) tra i giovani appartenenti alle antiche famiglie aristocratiche dei Franchi [vedi] ed educati alla Corte regia. All’atto della sua nomina, il (—) prestava giuramento di fedeltà all’imperatore, diventando suo vassallo [vedi] e poteva in qualunque momento essere revocato.
Al (—) di solito non veniva corrisposto del danaro da parte dell’imperatore in cambio dei servigi resi, ma spesso gli venivano attribuite delle terre in beneficio. A partire dal IX secolo, gli vennero concessi dei monasteri, allo scopo di permettergli di percepire le rendite. Il (—) riceveva, inoltre, un terzo delle ammende regie ed una ammenda di 15 soldi in caso di inosservanza ai suoi ordini.
Alla fine di ogni anno i (—) di tutte le Contee avevano l’obbligo di riunirsi in una conventio generalis e di fornire all’imperatore un rendiconto generale della propria amminisrazione
Comunità delle genti cristiane
Comunità di popoli che prende le mosse dalla caduta dell’impero romano (476 d.C.) e si afferma con il feudalesimo [vedi] e, soprattutto, con l’accettazione da parte dei potentati locali della supremazia politica e religiosa delle due autorità supreme: il papato, con sede a Roma, e l’imperatore d’occidente, a capo del Sacro romano impero [vedi].
Tali due autorità superiori, denominate i “due soli” da Dante [vedi Dante Alighieri] nel De Monarchia (1312-13), durante il Medioevo e l’età moderna hanno costituito i due poli intorno ai quali ha gravitato la comunità degli Stati.
Solo con la pace di Westfalia [vedi Westfalia (pace di)] (24 ottobre 1648) vi è stato il tramonto di tale concezione e ad essa ha fatto seguito la parità giuridica di tutti gli Stati che si sono autodefiniti sovrani e superiorem non recognoscentes