Cartello (Cartel)

È un accordo di durata temporanea tra più aziende, avente come scopo l’eliminazione della concorrenza tra le stesse e il raggiungimento di una posizione di mercato tale da contrastare le altre aziende operanti nel medesimo settore o addirittura impedire l’ingresso di nuove.
A differenza del trust (v.) nel cartello le aziende mantengono la loro individualità e l’indipendenza economica e finanziaria.
Posto che il cartello può assumere forme diverse, esiste sempre un accordo di base che può concernere i prezzi e le condizioni di acquisto e/o di vendita, il volume della produzione, l’estensione dei mercati.
Lo sviluppo e la rilevanza dei cartelli sono connessi alla struttura economica di ogni paese, anche perché le legislazioni interne possono avere influenza sulla loro costituzione, in modo da garantire la tutela dei consumatori e gli interessi nazionali (v. Antitrust).

Catena del valore (Value chain)

Metodo ideato da Michel Porter utilizzato per valutare la capacità competitiva di un’azienda. In base ad esso le funzioni aziendali sono suddivise in nove categorie generali, cinque delle quali sono denominate attività primarie e le altre quattro attività di supporto. Le attività primarie riguardano la circolazione fisica di materie prime e prodotti finiti, la produzione di beni e servizi, il marketing, la vendita e la relativa assistenza. Le attività di supporto sono molto più diffuse e, come sta ad indicare il nome, il loro scopo è quello di fornire supporto alle attività primarie e alle altre attività ausiliarie. Tali attività comprendono l’infrastruttura gestionale dell’azienda (vale a dire tutti i processi e i sistemi volti a garantire il miglior coordinamento e le attribuzioni di responsabilità), la gestione delle risorse umane, lo sviluppo tecnologico e gli approvvigionamenti.

Chaebol

Grandi conglomerate (v.) coreane. Non hanno una configurazione giuridica precisa poiché la legislazione della Corea del Sud non prevede le holding (v.) ma raggruppano più aziende legate da interessi finanziari ed industriali comuni.
Le prime 30 chaebol, tutte a controllo familiare, rappresentano circa l’80% della produzione industriale coreane e sono state le protagoniste del decollo del paese. L’intreccio di interessi (sempre meno trasparente) fra i diversi megagruppi e fra questi e le banche, l’accondiscendente politica fiscale e doganale del Governo, hanno però creato le premesse per il tracollo dell’economia coreana e di tutto il Sud-Est asiatico nel 1997. L’intervento del FMI (v.) a sostegno di Seoul è stato condizionato ad una maggiore trasparenza nei rapporti tra banche e chaebol e ad un loro ridimensionamento.