Ciclo elettorale (Election Cycle)

Ciclo economico (v.) generato da decisioni di politica economica messe in atto in concomitanza di scadenze elettorali. Secondo coloro che per primi si sono interessati al fenomeno (Frey, Lindbeck, Nordhaus), i cittadini nell’esprimere le loro preferenze di voto, sono influenzati dallo stato dell’economia. Inoltre, si suppone che gli elettori dimentichino le passate manovre economiche (v. Illusione finanziaria).
Così, il partito che risulta essere vincitore delle elezioni attuerà, all’inizio del suo mandato, manovre economiche restrittive che verranno ben presto dimenticate dai cittadini. Successivamente, in prossimità delle nuove elezioni, il governo in carica adotterà manovre maggiormente espansive, sperando di ottenere il favore dell’elettorato.
L’osservazione empirica delle fluttuazioni cicliche ha effettivamente riscontrato una influenza della scadenza elettorale sull’andamento dell’economia, ma non tale comunque da suffragare appieno la teoria.

Circolazione forzosa (Circulation forzosa)

È il regime con cui la legge impone ai cittadini di accettare in pagamento, entro i confini nazionali, la moneta legale (v.).
Abbandonato il regime del gold standard (v.), in cui tutta la moneta in circolazione trovava un corrispettivo nelle riserve di oro o di altri metalli preziosi detenuti presso la banca centrale (v.), si è imposta la circolazione forzosa dei biglietti di banca, non più garantiti dal deposito di metalli preziosi.

Clausola di salvaguardia (Escape clause)

Clausola dei trattati commerciali internazionali che autorizza uno Stato contraente ad adottare un regime tariffario più oneroso o limitazioni quantitative nei confronti di quei prodotti di altri paesi la cui importazione potrebbe avere effetti negativi sulla produzione nazionale di merci similari.
Una specifica clausola di salvaguardia è prevista dall’articolo 19 del trattato istitutivo del GATT (v.) secondo il quale una nazione, in deroga al regime normalmente previsto, può introdurre misure restrittive temporanee sulle importazioni nel caso in cui vi sia un eccessivo disavanzo della bilancia dei pagamenti (v.) e tale disavanzo possa danneggiare la propria produzione nazionale.
Analoga deroga è prevista dall’articolo 115 del Trattato CE, previo ottenimento della necessaria autorizzazione da parte dei competenti organi comunitari. In tutti i casi è generalmente richiesto un presupposto di necessità, che viene definito in relazione a particolari difficoltà incontrate dal paese per quanto riguarda i movimenti di merci o di capitali o persistenti deficit della bilancia dei pagamenti. L’autorizzazione ad adottare una clausola di salvaguardia è normalmente richiesta per relazioni economiche con paesi terzi e, comunque, in quelle materie in cui non esista una politica comune da parte della Comunità Europea (v. CE).
L’espressione è, inoltre, riferita a quelle clausole che conviene apporre nei contratti con obbligazioni pecuniarie al fine di sfuggire la svalutazione monetaria del credito. Costituiscono esempi di clausola di salvaguardia la clausola oro (v.) e la clausola di indicizzazione (v.).

Code

Fenomeno legato all’incapacità di determinate imprese a soddisfare interamente il livello di domanda del servizio da esse erogate. Ciò provoca il formarsi di code o file d’attesa.
Il fenomeno in esame si presenta, particolarmente, per quei servizi la cui domanda è soggetta a forti fluttuazioni temporali. Si pensi ai trasporti pubblici nelle grandi città, affollatissimi nelle ore di punta, semivuoti in altri momenti della giornata.
L’erogatore si trova, quindi, a dover fronteggiare nel periodo di tempo preso in considerazione (giorno, mese, anno) diverse domande, che dovrà soddisfare determinando la capacità ottimale dell’impianto. Quest’ultima, se si tratta di un servizio gestito da un ente pubblico, dovrebbe essere individuata dall’uguaglianza tra beneficio marginale (v.) e costo marginale (v.).
Il problema è dato dal fatto che vi sono almeno due curve di domanda: una relativa ai periodi di punta, l’altra relative alla ore morte. La soluzione per assicurare il pareggio della gestione può consistere nel fissare due diversi prezzi:
— il primo, più basso, determinato dall’intersezione della domanda delle ore di stanca con la curva del solo costo variabile;
— il secondo, più alto, dato dall’intersezione fra la domanda di punta e il costo totale marginale di lungo periodo (o, addirittura, più alto).
Tale soluzione può essere giudicata accettabile se si considera che per soddisfare la domanda di punta occorre incrementare gli impianti (costi fissi): tale incremento di costi fissi non è però imputabile agli utenti delle ore morte, per cui essi pagheranno il solo costo variabile.
L’applicazione di tariffe differenziate è rinvenibile, ad esempio, nel caso dei servizi telefonici; a volte, invece, prevalgono considerazioni di natura sociale per cui la tariffa è unica: è il caso dei trasporti pubblici.