Court of King’s Bench

(Corte del Consiglio reale) (d. comp.)

Antica corte di giustizia di Common Law [vedi], istituita in Inghilterra nel 1216 e strettamente legata alla persona del sovrano. Essa nacque come enucleazione del King’s Council [vedi].
La denominazione di tale organismo giudiziario (Bancum regis) derivava dalla presunzione che i suoi componenti deliberassero alla presenza del monarca. In assenza del re dell’Inghilterra, i pieni poteri erano esercitati da un suo luogotenente, denominato Justiciar, dal quale dipendeva l’intera amministrazione giudiziaria.
La (—) esercitò la giurisdizione superiore e generale, compresa quella d’appello, nelle cause penali e civili fino al 1830. In particolare, la (—) fu competente in ordine al campo dei danni e degli atti illeciti compiuti con violenza (vi et armis) ed arrecanti quindi una turbativa della pace del re.
Nel 1875 la (—) divenne la Queen’s Bench Division della High Court of justice, composta di 24 membri che giudicano in grado di appello rispetto alle corti inferiori. In tale divisione confluirono nel 1880 la Court of Exchequer [vedi] e la Court of Common Pleas [ve

Court of Exchequer

(Corte dello Scacchiere) (d. comp.)

Corte giudiziaria di Common Law [vedi] sorta nella prima metà del secolo XII come specifico ufficio giudiziario del dipartimento finanziario del King’s Council [vedi], originariamente preposto alla revisione dei conti ed alla contabilità di Stato. Probabilmente derivò la denominazione di Scacchiere dall’ampia tela quadrettata che ricopriva il banco su cui sedevano i giudici, che veniva in tal modo ad assumere la parvenza di una grande tavola da scacchi.
Ben presto la circoscritta competenza della Corte in campo fiscale e demaniale si estese ad un ambito processuale più vasto, comprendente un’ampia serie di controversie tra privati. Ciò fu possibile attraverso l’adozione di una formula processuale fittizia (writ quominus) con cui l’attore dichiarava di essere impossibilitato ad adempiere i suoi obblighi col fisco, in quanto non riusciva a riscuotere un credito vantato nei confronti del convenuto.
Nel 1875 la (—) perse il carattere di corte giudiziaria autonoma e confluì nella Queen’s Bench Division della Hight Court of Justice

Court of Common Pleas

(Corte delle udienze comuni) (d. comp.)

Corte giudiziaria di Common Law [vedi] creata nel 1178 dal re Enrico II (1133-89) come enucleazione del King’s Council [vedi].
Era composto da 5 giudici (tre laici e due ecclesiastici) che accompagnavano il sovrano nei suoi viaggi di giustiziere itinerante attraverso il regno. In base alla Magna charta libertatum [vedi] del 1215 fu poi insediata a Westminster, con competenza di giurisdizione ordinaria, ossia relativa alla generalità delle controversie tra privati.
Nel 1875 la (—) cessò la propria autonoma attività, confluendo nella Queen’s Bench Division della High Court of Justice

Court of Chancery

(Corte di Cancelleria) (d. comp.)

Organo dell’ordinamento giuridico inglese che esamina e decide le controversie secondo la procedura di equity [vedi], contrapposta a quella di Common Law [vedi].
A partire dal secolo XIV gli schemi e le tecniche di Common Law si irrigidirono a tal punto da non essere più liberamente estensibili e malleabili. Per i privati divenne sempre più difficile farsi rilasciare nuove azioni processuali dal giudice [vedi Writs], che non elaborava più rimedi innovativi ma si limitava a sviluppare quelli usuali di cui disponeva. Ciò incentivò il ricorso diretto al sovrano, che veniva interpellato attraverso il lord cancelliere, solitamente un ecclesiastico che ricopriva anche le funzioni di guida spirituale del sovrano. A lui cominciarono ad affluire le petizioni e le suppliche che i sudditi rivolgevano al re. Accadde dunque che, con l’aumentare delle istanze trasmessegli dalla Corte, il Consiglio del re [vedi King’s Council] rinunciò a prenderne collegialmente in esame l’ammissibilità ai fini di una discussione in aula, delegando tale compito direttamente al Cancelliere. Il Cancelliere ed i membri del tribunale erano ecclesiastici (e, quindi, giuristi canonisti). La procedura seguita era inquisitoria, scritta e segreta. Durante tutto il secolo XIV e soprattutto nel XV la (—) risolse sempre più spesso da sola, in nome del sovrano e senza più trasmetterle a quest’ultimo, le questioni sottoposte al King’s Council. Alla fine del secolo XV il processo di organizzazione autonoma della (—) si era concluso e la supplica indirizzata al sovrano divenne il presupposto ordinario per adire non più al Council, ma la (—), che giudicava secondo equità, ossia secondo coscienza.
Tra il ’500 e il ’700 la (—) entrò in conflitto con le corti londinesi di Common Law. Tra la fine del secolo XIX e gli inizi del XX la (—) è divenuta la Chancery Division della High Court of Justice