Cesarismo

Termine usato per indicare quel tipo di governo che caratterizza la fine di un’era, quando le istituzioni politiche fondamentali, pur restando in apparenza in vita, non sono più in grado di operare e la volontà personale di colui che detiene il comando (Cesare) si pone come l’unica fonte del potere.
Tale forma di governo è caratterizzata da un potere fortemente accentrato nelle mani di un solo individuo che, grazie all’appoggio dell’esercito, mira a realizzare una politica avulsa dagli interessi particolari di singoli o gruppi, ma destinata a soddisfare le esigenze globali della collettività.
Il termine (—) affonda le sue origini nel regime attuato da Giulio Cesare nell’antica Roma. Successivamente, esso fu usato con riferimento a diversi regimi totalitari, quali quello fascista e gollista.

Cervidio Scevola

Giurista del II secolo d.C., appartenente al ceto equestre; ricoprì le cariche di praefectus vigilum (capo della polizia urbana della città di Roma) e di praefectus praetorio (comandante della guardia del corpo dell’imperatore) e fece parte del consilium dell’imperatore Marco Aurelio.
Dalle tre raccolte di casi pratici analizzati e commentati che gli sono attribuite, riceviamo testimonianza della sua attività di consulente giuridico, esercitata prevalentemente nella parte orientale dell’impero; la migliore dottrina ritiene, però, che (—) abbia redatto esclusivamente le Quaestiones, mentre risalirebbero ad epoca successiva le altre due opere, ossia i Digesta ed i Responsa.

Certiorari

(d. comp.)

Nel sistema di Common Law [vedi] indica un particolare procedimento, imperniato sull’ordine impartito da una corte superiore ad una corte inferiore di consegnare gli atti di un giudizio dinanzi ad essa pendente, al fine di consentire alla corte superiore di riesaminare il procedimento ed accertare la validità degli atti compiuti dai primi giudici (osservanza delle norme sulla competenza e assenza di errori di diritto).
Salvo diversa disposizione di legge, l’emanazione del (—) costituisce espressione di un potere discrezionale della corte.
Se la pronuncia dei primi giudici viene annullata, il processo è rinviato nuovamente al giudice inferiore.
In quanto finalizzata a risolvere esclusivamente questioni di diritto e non anche di merito, il procedimento instaurato dal (—) si svolge in assenza della giuria [ved

Cento anni

[guerra dei]

Conflitto tra Francia ed Inghilterra protrattosi dal 1337 al 1453.
Alla morte di Filippo IV il Bello (1314) gli successero sul trono francese i figli Luigi X (1314-1316), Giovanni I (1316), Filippo V (1316-1322), Carlo IV (1322-1328). Morto quest’ultimo senza eredi maschi, si aprì un periodo di lotte cruente.
Gli Stati generali [vedi] offrirono la corona francese a Filippo VI di Valois [vedi], escludendo dalla successione le figlie dei precedenti re, in virtù della legge salica [vedi]. La figlia di Filippo IV il Bello, Isabella, era moglie del sovrano inglese Edoardo II. Il figlio Edoardo III, re d’Inghilterra dal 1327, si proclamò pretendente alla corona di Francia, provocando lo scoppio della (—).
Una prima fase del conflitto fu favorevole agli inglesi, i quali ottennero numerose vittorie (Crécy, Poitiers), costringendo la Francia al trattato di Brétigny (1369), che riconobbe all’Inghilterra il possesso di Guienna, Poitu e Guascogna. A partire dal 1364, il re francese Carlo V (1364-1380), approfittando delle difficoltà interne del re inglese Riccardo II, riconquistò tutti i territori perduti, tranne Calais e Bordeaux.
Durante il regno di Carlo VI il Folle (1380-1422), la Francia fu sconvolta dalla guerra civile tra armagnacchi (sostenitori dei duchi di Orléans) e borgognoni (sostenitori dei duchi di Borgogna), in merito ai diritti di reggenza.
Nel 1415 il re inglese Enrico V, alleato con i borgognoni, sconfisse i francesi ad Azincourt. Conquistò la Normandia e Parigi, e nel 1420 con il trattato di Troyes si fece riconoscere erede al trono da Carlo VI, esautorando il delfino Carlo VII. Ma a partire dal 1429, quest’ultimo, grazie anche all’aiuto di Giovanna d’Arco, iniziò la riconquista dei territori francesi in mano agli inglesi: liberò Orléans ed arrivò a Reims, dove venne incoronato re di Francia. Ottenuto anche l’appoggio dei Borgogna, nel 1436 Carlo VII riconquistò Parigi.
A partire dal 1449 i Francesi riconquistarono Normandia, Guienna e Bordeaux. Nel 1453, agli inglesi rimase solo Calais. La pace formale fu siglata solo nel 1475.
La (—) iniziò come un conflitto feudale, ma assunse ben presto i connotati di una lotta tra due Nazioni, contribuendo, in tal modo, alla formazione di una coscienza nazionale sia in Francia, sia in Inghilterra. Allo stesso modo, la (—) indebolì la nobiltà dei due paesi, a favore del potere centrale monarchico