SYSDEM Systéme Europèen de Documentation sur l’Emploi – Sistema Europeo di Documentazione sull’Occupazione

Esso è stato creato dalla Commissione nel 1989, ed è un sistema di informazione dell’Osservatorio europeo dell’occupazione.
Il gruppo di lavoro si riunisce ogni mese e opera attraverso una rete di corrispondenti.
Questi sono presenti in ogni Stato membro, nelle università e centri di ricerca, si riuniscono almeno due volte l’anno e forniscono informazioni sulla situazione dell’occupazione nel proprio Stato di appartenenza.

Svizzera

Confederazione formata da 26 cantoni, ciascuno con identità locale e nazionale.
Essa è stata sempre neutrale, poi nel 1963 ha aderito al Consiglio d’Europa; attualmente non fa parte dell’ONU.
Negli ultimi anni la Svizzera, ha presentato una maggiore apertura verso l’Unione, infatti ha avviato una serie di negoziati bilaterali con Bruxelles, riguardanti i trasporti stradali, trasporti aerei, libera circolazione delle persone, agricoltura, appalti pubblici, ostacoli tecnici al commercio e politica di ricerca e sviluppo tecnologico, sfociati nella firma, l’11 dicembre 1998, in sette accordi settoriali.
Tali accordi sono stati approvati nell’ottobre del 1999, e sottoposti al referendum nel maggio del 2000 al fine di rendere poi effettiva la loro applicazione nel 2001.

Sviluppo sostenibile

Sviluppo sostenibile art. 6 Trattato CE; Decisione 24 febbraio 1997, n. 97/150/CE

Tale termine indica un processo di crescita economica e sociale che non determina danno all’ambiente e alle risorse naturali.
Qusto avviene minimizzando la produzione di rifiuti, incoraggiando il loro riciclo, ed evitando il consumo eccessivo delle risorse naturali.
Bisogna inoltre evitare lo sfruttamento irrazionale delle risorse naturali, modificando il comportamento della collettività dinanzi al consumo.
Sono stati istituiti gruppi di dialogo che, affiancando gli organismi nazionali e comunitari già impegnati in questo ambito, contribuiscono a promuovere la condivisione delle responsabilità tra i soggetti interessati.
Si tratta di:
1) una rete di responsabili, cioè rappresentanti delle amministrazioni locali e della Commissione, che è deputata allo scambio di informazioni e di esperienze e allo sviluppo di strategie comuni;
2) un gruppo di analisi, cioè rappresentanti della Commissione e degli Stati membri, che procedono ad uno scambio di pareri sulla politica a tutela dell’ambiente;
3) un foro consultivo, cioè rappresentanti delle imprese, dei consumatori, delle associazioni di categoria e sindacali, degli organismi non governativi e delle amministrazioni locali e regionali.