Centuria

Manipolo di cento uomini, al cui comando era preposto un centurione, fu uno dei gangli vitali dell’ordinamento militare romano.
Vario fu nei secoli il numero di (—) che componevano l’esercito romano (exercitus centuriàtus): la riforma del re Servio Tullio [vedi] ne aveva fissato il numero in 36 (6 di cavalieri e 30 di fanti).
L’esercito centuriato e la ripartizione dei cittadini in centurie costituì il modulo organizzatorio, nel periodo della repubblica nazionale, dei comìtia centuriata [vedi].
Indicò, altresì, il tipico modo di suddivisione del territorio, all’atto della fondazione di nuove colonie [vedi]: gli agrimensori tracciavano delle linee perpendicolari a distanza fissa, da nord a sud [cardines] e da est ad ovest [decumani].
Il territorio veniva così a suddividersi in quadrati, detti, appunto, centuriæ.

Centùmviri [Centumviri]

Collegio di cento magistrati (istituito dopo il 241 a.C. e scomparso intorno al III secolo d.C.) competente in materia di eredità e di proprietà designato per tutto l’anno di carica dal prætor [vedi].
I (—) giudicavano non collegialmente, ma suddivisi in sezioni, chiamate consilia.
In materia ereditaria i (—) erano competenti a conoscere della domanda di rescissione di un testamento proposta, mediante querela inofficiòsi testamenti [vedi], dal prossimo congiunto del testatore, ingiustamente pretermesso o diseredato.

Censòres [Censori]

I (—) erano magistrati eletti (quasi esclusivamente tra gli ex consoli) ogni 5 anni dai comitia centuriata [vedi] e investiti del compito, da portare a termine nel tempo massimo di 18 mesi, di verificare ed aggiornare l’elenco dei cittadini, nonché la loro ripartizione in classi e tribù. Al termine di tali operazioni, i (—) sanzionavano ogni forma di abuso, attraverso la c.d. nota censoria [vedi], compilata, accanto al nome del cittadino sanzionato, nelle liste del censo. I compiti dei (—) si concretavano, altresì, nell’assegnazione degli appalti per i lavori pubblici, nella concessione in affitto di terre statali e nella designazione (lectio), sia pure solo formale, degli ex-magistrati in Senato.
Secondo Livio, la carica c.d. della censura venne istituita nel 443 a.C.: in precedenza, analoghe funzioni erano espletate da consules [vedi] o dal prætor [vedi]. Anche se la censura venne ricoperta da Ottaviano nel 18 a.C. [vedi Ottaviano Augusto] e, a vita, dall’imperatore Domiziano [vedi], essa cessò di essere una magistratura già nel 50 a.C.