Prefetto del pretorio dapprima, e poi imperatore, dopo l’uccisione di Probo [vedi], per una decina di mesi. Alla sua morte, avvenuta nell’estate del 283 d.C., gli successero i figli Numeriano [vedi] e Carino [vedi].
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Càritas [lett. “Carità”]
Benevola considerazione delle esigenze dell’uno o dell’altro soggetto, capace di suscitare l’impulso di derogare a norme giuridiche in presenza di situazioni particolarmente penose; la (—) ebbe rilievo, in prevalenza, nel diritto postclassico, per effetto della divulgazione dei precetti della religione cristiana ed ispirando, talvolta, le decisioni imperiali che si concretizzarono prevalentemente in rescrìpta ed epistulæ [vedi constitutiònes prìncipum].
In un’accezione particolare, si parlava di (—) sànguinis per indicare il fondamento etico-giuridico dell’obbligo di prestare gli alimenti [vedi alimenta].
Carino (imp. 283-285 d.C.)
Figlio di Caro [vedi], (—) ottenne nel 283 d. C. il governo dell’Occidente, mentre suo fratello Numeriano [vedi] che seguì il padre Caro nella campagna contro i Persiani, vi morì nel 284 d.C., ma già dal 20 novembre del 284, le truppe avevano proclamato imperatore il generale dalmata Diocleziano [vedi].
Carcer (Carcere)
La detenzione in (—) non aveva, in Roma antica, funzione punitiva, ma esclusivamente funzione preventiva: con essa si evitava che l’imputato si sottraesse, con la fuga, al giudizio ed alla eventuale pena.
Queste ultime, infatti, erano, generalmente, a carattere fisico: pena di morte, fustigazione, riduzione in schiavitù.
È interessante notare come il termine galera, che oggi indica comunemente il (—), derivi dalla pena ai lavori forzati che, in alcuni casi consisteva nell’impiego dei condannati, come rematori a bordo delle galere appunto, che erano grosse navi da carico.