Contributi all’esportazione

Insieme di sovvenzioni, esoneri fiscali, facilitazioni di credito ed ogni altra misura adottata dal governo di un paese al fine di favorire le esportazioni (v.).
Codificati e disciplinati nell’ambito del GATT (v.), così da evitare l’instaurarsi di pratiche di dumping (v.), i contributi all’esportazione sono comunque largamente utilizzati, soprattutto da parte dei paesi di nuova industrializzazione (v. NIC).

Contribuente

Soggetto nei cui confronti si sia verificato il presupposto d’imposta (v. Imposta) e che, quindi, è tenuto al pagamento della stessa e nel caso di inadempimento subisce l’esecuzione forzata.
In questa accezione il contribuente di diritto viene a coincidere con il soggetto passivo d’imposta.
Il contribuente di fatto, invece, è colui che, sebbene sopporti l’onere tributario, non è obbligato direttamente verso lo Stato. Egli viene definito soggetto inciso e nei suoi confronti, in caso di inadempimento, non verranno applicati i rimedi dell’ordinamento tributario, ma si dovrà ricorrere all’Autorità giudiziaria: è il caso del consumatore finale per l’IVA (v.).
Possono essere contribuenti le persone fisiche, le persone giuridiche e, in generale, tutte le organizzazioni di beni e di persone prive di personalità giuridica di diritto comune nei cui confronti si sia verificato in modo unitario ed autonomo il presupposto d’imposta.

Contrattualismo

Scuola di pensiero che considera l’intervento pubblico nel settore economico come il frutto dell’accordo implicito tra i diversi gruppi sociali.
Tra i sostenitori del contrattualismo ve ne sono alcuni che legano l’accettazione dell’intervento statale a principi di natura costituzionale (v. Costituzionalismo economico), attraverso i quali si rinvia alla stipulazione implicita e libera di un contratto sociale. Altri, invece, valutano l’accettazione dell’intervento statale sulla base di principi etici (v. Economia del benessere).
Il principio contrattualista, nato dall’ipotesi di Hobbes e Locke sul contratto originale fra gli individui per la creazione di un ordinamento sociale, fu ripreso da Rawls (v.) per spiegare le modalità che avrebbe potuto determinare una uguale distribuzione della ricchezza.
In particolare Rawls suppose che gli individui effettuassero le proprie scelte condizionati dalla loro avversione al rischio (v.) e dalle scarse informazioni riguardo ai propri desideri e alle proprie capacità. Ciò li avrebbe spinti ad accordarsi fra di loro per ottenere una uguale distribuzione dei benefici derivanti dalle attività svolte dall’intera collettività.

Contratti di Borsa uniformi

Contratti di Borsa (v.) la cui struttura è predeterminata dall’autorità di mercato.
Le parti, quindi, al contrario di quel che avviene per i contratti a premio non sono legittimate a creare figure negoziali composite. Caratteristica dei contratti uniformi è, perciò, la standardizzazione.
Rispetto ai contratti a premio permettono, con un’operazione di segno opposto, di gestire in maniera più agevole le posizioni assunte.
Appartengono alla categoria dei contratti di borsa uniformi: le options (v.) e i futures (v.).