Contracting out [appalto]

Sistema attraverso il quale lo Stato o un ente pubblico assegna ad un’impresa privata il compito di erogare un servizio di pubblica utilità. L’erogazione del servizio viene concessa attraverso l’instaurazione di una gara fra diverse imprese aspiranti, tra le quali risulterà vincitrice quella che richiederà un minor compenso.
Alla base del funzionamento del contracting out, che corrisponde, sostanzialmente all’istituto italiano dell’appalto, vi sono due condizioni:
— un numero considerevole di imprese che partecipano alla gara, per assicurare un alto grado di competizione tale da garantire un prezzo che non generi extraprofitti (v.);
— individuazione delle caratteristiche del prodotto onde controllare il rispetto degli impegni assunti dall’impresa privata a cui affidare la gestione.
Caratteristica peculiare del contracting out è che il finanziamento dell’attività è sempre a carico dello Stato o dell’ente pubblico, per cui il servizio viene offerto a prezzo zero. Proprio questa circostanza distingue il contracting out dal franchising (v.) che costituisce una forma alternativa per la scelta dell’impresa privata. Questa seconda condizione assicura che una volta fissato il compenso, l’impresa privata abbia tutto l’interesse ad abbassare i costi, migliorando l’efficienza del processo produttivo dal servizio pubblico.
Il contracting out è stato usato con buon successo nei processi di privatizzazione (v.) attuati nei paesi anglosassoni, nei quali si è riscontrato che la partecipazione alla gara anche dell’ente pubblico che inizialmente erogava il servizio, generava un aumento della produttività dello stesso. Infatti, la competizione con le imprese private, che si scatenava con la gara, spingeva l’ente pubblico a migliorare i processi produttivi e organizzativi.

Conto interbancario

Conto corrente di corrispondenza relativo ai rapporti tra le banche in merito alle necessità di liquidità (v.) a breve, di regolamento di reciproci servizi di incasso e pagamento, di investimento sugli andamenti dei tassi.
Rispetto alle necessità di liquidità a breve, le banche (v.) risolvono le crisi di liquidità ricorrendo sempre più spesso ai conti correnti interbancari, che risultano essere i principali strumenti relativi alle operazioni derivate (v.) di raccolta fondi, in alternativa alle ormai desuete operazioni di risconto (v.) cambiario e di anticipazione della Banca Centrale (v.).
In merito ai servizi reciproci i movimenti nei conti correnti interbancari sono oggi sempre più regolati a mezzo stanze di compensazione (v. Clearing house).
Per quanto riguarda gli investimenti sugli andamenti dei tassi, le movimentazioni nei conti correnti interbancari sono indirizzate a conseguire margini di guadagno tenendo conto delle differenze di tasso che in un certo momento esistono tra banca e banca.

Conto finanziario

È una macro componente della nuova bilancia dei pagamenti (v.). Comprende i dati relativi a investimenti e disinvestimenti di capitale distinti in:
— investimenti diretti che attengono alle transazioni iniziali e successive fra gli investitori e le imprese coinvolte dall’investimento. Ogni investimento diretto viene classificato a seconda che si tratti di azioni, utili reinvestiti e altre transazioni;
— investimenti di portafoglio; in questa voce vengono registrate le operazioni tra residenti e non residenti che riguardano titoli azionari e obbligazionari escluse quelle che vengono registrate negli investimenti diretti e nella voce «derivati»;
— derivati, voce che comprende le transazioni relative a strumenti finanziari complessi, che conferiscono al possessore il diritto o la facoltà di acquistare o vendere, ad una certa data, gli strumenti finanziari principali (azioni, titoli di stato e indici di mercato) ai quali sono collegati;
— altri investimenti in tale voce sono inclusi i crediti commerciali, i prestiti, i depositi ecc.;
— variazione delle riserve ufficiali sono costituite dalle attività in valuta diverse dall’euro e che sono dotate di grande liquidità e commerciabilità.
Se il saldo del conto finanziario è positivo significa che vi è nel paese una stabilità dei mercati finanziari e dell’economia

Conto economico delle risorse e degli impieghi

In contabilità nazionale (v.), indica l’andamento delle transazioni economiche effettuate sia all’interno che all’esterno dei confini della nazione considerata.
Dunque, nel conto economico delle risorse e degli impieghi, secondo gli schemi stabiliti dal SEC (v.), tra le entrate figurano il PIL (v.) e le importazioni, mentre, tra le uscite, figurano i consumi finali interni delle famiglie, i consumi collettivi, gli investimenti lordi fissi, la variazione delle scorte ed infine le esportazioni. La somma delle entrate costituisce il totale delle risorse, mentre la somma delle uscite rappresenta il totale degli impieghi. Il conto in esame sottolinea che per avere un’eccedenza delle esportazioni sulle importazioni è necessario che si produca più di quanto viene utilizzato all’interno per consumi e investimenti.