DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 19 novembre 2009, n. 212 Regolamento recante disciplina attuativa della verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR), ai sensi dell’articolo 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246.

Aggiornamento offerto dal dott. Domenico Cirasole.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 24 del 30-1-2010

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la disciplina dell’attivita’ di Governo e l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni; Vista la legge 28 novembre 2005, n. 246, recante «Semplificazione e riassetto normativo per l’anno 2005», e successive modificazioni, e, in particolare, l’articolo 14, comma 5, il quale prevede, tra l’altro, che con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti: a) i criteri generali e le procedure, nonche’ l’individuazione dei casi di effettuazione della VIR; b) i criteri ed i contenuti generali della relazione al Parlamento di cui al comma 10; Visto l’articolo 5, comma 2, della legge 8 marzo 1999, n. 50, recante «Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – legge di semplificazione 1998», e successive modificazioni; Visto l’articolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante «Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»; Visto l’articolo 11, comma 2, della legge 6 luglio 2002, n. 137, recante «Delega per la riforma dell’organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche’ di enti pubblici», e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2002, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri», ed in particolare l’articolo 17; Visto il decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, recante «Misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione» e, in particolare, l’articolo 1, che ha previsto l’istituzione del Comitato interministeriale di indirizzo e guida strategica per le politiche di semplificazione e la qualita’ della regolazione; Visto l’accordo fra Governo, regioni e autonomie locali in materia di semplificazione e miglioramento della qualita’ della regolamentazione. Accordo ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. (Rep. Atti n. 23/ CU), del 29 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2007; Visto il Piano di azione per la semplificazione e la qualita’ della regolazione approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 giugno 2007; Vista la deliberazione del Comitato interministeriale di indirizzo e guida strategica per le politiche di semplificazione e la qualita’ della regolazione, adottata nella riunione del 29 novembre 2007; Esperita la consultazione delle categorie produttive, delle associazioni di utenti e consumatori; delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane, presso il tavolo permanente per la semplificazione, costituito con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2007, riunitosi in sede plenaria per l’esame dello schema di regolamento «recante disciplina attuativa dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e della verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR) ai sensi dell’articolo 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246», in data 4 dicembre 2007; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 2008, n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2008, recante la «disciplina attuativa dell’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR), ai sensi dell’articolo 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246»; Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 febbraio 2009 «Istruttoria degli atti normativi del Governo», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82, in data 8 aprile 2009; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 22 settembre 2008; A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1 Oggetto 1. Il presente regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246, contiene la disciplina attuativa della verifica dell’impatto della regolamentazione, di seguito VIR, la quale consiste nella valutazione del raggiungimento delle finalita’ e nella stima dei costi e degli effetti prodotti da atti normativi sulle attivita’ dei cittadini e delle imprese e sull’organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni.

N O T E
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, recante «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri»:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
– Si riporta il testo dell’art. 14, comma 5, della
legge 28 novembre 2005, n. 246, recante «Semplificazione e
riassetto normativo per l’anno 2005»:
«5. Con decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri, adottati ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge:
a) i criteri generali e le procedure dell’AIR,
compresa la fase della consultazione;
b) le tipologie sostanziali, i casi e le modalita’ di
esclusione dell’AIR;
c) i criteri generali e le procedure, nonche’
l’individuazione dei casi di effettuazione della VIR;
d) i criteri ed i contenuti generali della relazione
al Parlamento di cui al comma 10.».
– Si riporta il testo dell’art. 5, comma 2, della legge
8 marzo 1999, n. 50, recante «Delegificazione e testi unici
di norme concernenti procedimenti amministrativi – legge di
semplificazione 1998»:
«2. Le Commissioni parlamentari competenti possono
richiedere una relazione contenente l’AIR per schemi di
atti normativi e progetti di legge al loro esame, ai fini
dello svolgimento dell’istruttoria legislativa.».
– Si riporta il testo dell’art. 6 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante «Ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»:
«Art. 6 (Dipartimento per gli affari giuridici e
legislativi). – 1. Le funzioni relative al coordinamento
dell’attivita’ normativa del Governo sono organizzate in un
apposito dipartimento, in modo da garantire, in coerenza
con quanto disposto dall’art. 19, comma 1, lettere c) e d),
della legge 23 agosto 1988, n. 400, la valutazione
d’impatto della regolazione, la semplificazione dei
procedimenti, la qualita’ del linguaggio normativo,
l’applicabilita’ dell’innovazione normativa, la adempiuta
valutazione degli effetti finanziari. Il dipartimento, in
collaborazione con il dipartimento di cui all’art. 3, comma
2, assicura, quanto al processo di formazione ed attuazione
in sede nazionale della normativa comunitaria, l’esame
preliminare della situazione normativa ed economica interna
e la valutazione delle conseguenze dell’introduzione di
norme comunitarie sull’assetto interno. Del dipartimento
fanno parte i settori legislativi operanti nell’ambito
della Presidenza, nonche’ la segreteria del nucleo per la
semplificazione delle norme e delle procedure di cui
all’art. 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50. Al dipartimento
possono essere assegnati in posizione di fuori ruolo, in
aggiunta al capo ed al vice capo del dipartimento stesso,
magistrati ordinari, amministrativi e contabili, ovvero
avvocati dello Stato, in numero non superiore a sette. A
tale personale si applica quanto disposto dall’art. 12,
comma 9.».

– Si riporta il testo dell’art. 11, comma 2, della
legge 6 luglio 2002, n. 137, recante «Delega per la riforma
dell’organizzazione del Governo e della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, nonche’ di enti pubblici»:
«2. Presso il Dipartimento della funzione pubblica e’
istituito, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, un ufficio dirigenziale di livello generale, alle
dirette dipendenze del Ministro per la funzione pubblica e
composto da non piu’ di due servizi, con il compito di
coadiuvare il Ministro nell’attivita’ normativa ed
amministrativa di semplificazione delle norme e delle
procedure. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono
istituiti non piu’ di due servizi con il compito di
provvedere all’applicazione dell’analisi dell’impatto della
regolamentazione di cui all’art. 5 della citata legge n. 50
del 1999, nonche’ alla predisposizione di sistemi
informatici di documentazione giuridica a beneficio delle
pubbliche amministrazioni e dei cittadini.».
– Si riporta il testo dell’art. 17 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2002,
recante «Ordinamento delle strutture generali della
Presidenza del Consiglio dei Ministri»:
«Art. 17 (Dipartimento per gli affari giuridici e
legislativi). – 1. Il dipartimento per gli affari giuridici
e legislativi e’ la struttura che, nell’ambito del
Segretariato generale, fornisce supporto all’attivita’ di
coordinamento del Presidente ed assiste il sottosegretario
alla Presidenza e il segretario generale in materia di
attivita’ normativa. Il dipartimento assicura altresi’ alla
Presidenza la consulenza giuridica di carattere generale.
Esso in particolare:
a) coordina e promuove l’istruttoria dell’iniziativa
legislativa del Governo, verificandone, sulla base delle
indicazioni del dipartimento per i rapporti con il
Parlamento, la coerenza con il programma dei lavori
parlamentari;
b) provvede, sulla base degli elementi forniti dai
Ministri competenti e in coordinamento con il dipartimento
per i rapporti con il Parlamento, all’istruttoria degli
emendamenti, governativi o parlamentari, relativi ai
disegni di legge;
c) cura, nell’ambito del coordinamento di cui alla
lettera a), la qualita’ dei testi normativi e degli
emendamenti del Governo, anche con riferimento
all’omogeneita’ e alla chiarezza della formulazione,
all’efficacia per la semplificazione e il riordinamento
della legislazione vigente, al corretto uso delle diverse
fonti;
d) verifica la sussistenza dei presupposti per il
ricorso alla decretazione d’urgenza;
e) verifica, con l’ausilio delle amministrazioni
dotate delle necessarie competenze tecniche, le relazioni e
le analisi appositamente previste e predisposte a corredo
delle iniziative legislative del Governo, curando che esse
indichino il quadro normativo nazionale e comunitario di
riferimento, gli eventuali precedenti della Corte
costituzionale, gli obiettivi perseguiti e la congruita’
dei mezzi previsti, gli oneri che le nuove disposizioni
impongono ai cittadini, alle pubbliche amministrazioni e
alle imprese;
f) cura l’elaborazione delle metodologie in tema di
Analisi di impatto della regolamentazione (AIR), coordina e
sovrintende all’applicazione delle direttive del Presidente
del Consiglio dei Ministri in materia di AIR, alla
introduzione delle relative procedure nelle pubbliche
amministrazioni ed alla formazione del relativo personale;
h) verifica le relazioni predisposte dalle
amministrazioni su richiesta degli organi parlamentari;
i) coordina e promuove l’istruttoria relativa
all’iniziativa regolamentare del Governo;
l) attua la revisione tecnico-formale dei testi
normativi e redige regole tecniche di redazione degli
stessi; compie le analisi e formula le proposte di
revisione e semplificazione dell’ordinamento legislativo
esistente;
m) esprime pareri giuridici e sovrintende al
contenzioso curato dalla Presidenza; cura l’istruttoria
delle questioni di costituzionalita’ e i relativi rapporti
con gli uffici della costituzionale e dell’Avvocatura dello
Stato; cura gli adempimenti connessi all’erogazione
indennizzi in applicazione della legge 24 marzo 2001, n.
89, recante «Previsione di equa riparazione in caso di
violazione del termine ragionevole del processo e modifica
dell’art. 375 del codice di procedura civile»; provvede al
pagamento delle spese concernenti il contenzioso di
competenza del dipartimento;
n) cura i rapporti con le autorita’ amministrative
indipendenti relativamente alle questioni riguardanti la
normazione;
o) cura, in collegamento con il dipartimento per gli
affari regionali e le segreterie delle Conferenze
Stato-regioni e Stato-citta’, gli adempimenti preliminari
per l’espressione dei pareri sugli atti normativi del
Governo;
p) cura, in collaborazione con gli altri organi
costituzionali e con i competenti uffici informatici della
Presidenza, la predisposizione e la diffusione mediante
sistemi informatici della documentazione giuridica a
beneficio delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini;
q) svolge le attivita’ di ricerca e documentazione
giuridica ed ogni altra attivita’ che ad esso venga
affidata, nell’ambito delle proprie competenze, dal
Presidente, dal sottosegretario alla Presidenza o dal
segretario generale.
2. Il dipartimento, ai sensi e con le modalita’
dell’art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 19
luglio 1989, n. 366:
a) assiste il dipartimento per il coordinamento delle
politiche comunitarie nella fase ascendente del processo di
adozione dei regolamenti e delle direttive comunitarie:
nonche’ nelle procedure di infrazione avviate dall’Unione
europea;
b) assicura, quanto al processo di formazione e di
attuazione in sede nazionale della normativa comunitaria,
l’esame preliminare della situazione normativa ed economica
interna e la valutazione delle conseguenze
dell’introduzione delle norme comunitarie sull’assetto
interno.
3. Operano in raccordo funzionale con il dipartimento,
relativamente alle materie di rispettiva competenza, i
settori legislativi dei dipartimenti affidati a Ministri
senza portafoglio, che integrano il dipartimento stesso ove
l’affidamento venga a cessare.
4. Il dipartimento si articola in non piu’ di tre
uffici e non piu’ di dieci servizi.
5. Il dipartimento, altresi’, si avvale di non piu’ di
otto unita’ nell’ambito del contingente di esperti di cui
all’art. 11, comma 3, della legge 6 luglio 2002, n. 137.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 marzo 2006, n. 80, recante «Misure urgenti in
materia di organizzazione e funzionamento della pubblica
amministrazione»:
«Art. 1 (Strumenti di semplificazione e qualita’,
nonche’ di monitoraggio e valutazione della regolazione). –
1. L’attivita’ di indirizzo e la guida strategica delle
politiche di semplificazione e di qualita’ della
regolazione, anche ai sensi della legge 28 novembre 2005,
n. 246, sono attribuite ad un Comitato interministeriale di
indirizzo, di seguito denominato: «Comitato», presieduto
dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro da
lui delegato. I componenti del comitato sono individuati
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro. Possono essere invitati a
partecipare a riunioni del comitato, secondo l’oggetto
della discussione, altri componenti del Governo, esponenti
di autorita’ regionali e locali e delle associazioni di
categoria. Dall’istituzione e dal funzionamento del
comitato non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
2. Il Comitato predispone, entro il 31 marzo di ogni
anno, un piano di azione per il perseguimento degli
obiettivi del Governo in tema di semplificazione, di
riassetto e di qualita’ della regolazione per l’anno
successivo. Il piano, sentito il Consiglio di Stato, e’
approvato dal Consiglio dei Ministri e trasmesso alle
Camere.
3. Il Comitato verifica, durante l’anno, lo stato di
realizzazione degli obiettivi, che viene reso pubblico ogni
sei mesi. Inoltre il Comitato:
a) svolge funzioni di indirizzo, di coordinamento e,
ove necessario, di impulso delle amministrazioni dello
Stato nelle politiche della semplificazione, del riassetto
e della qualita’ della regolazione.
6. Il Comitato si avvale del supporto tecnico fornito
dalla Commissione di cui all’art. 3, comma 6-duodecies, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80,
denominata: «Commissione per la semplificazione e la
qualita’ della regolazione».».
– L’Accordo del 29 marzo 2007 tra Governo, regioni e
autonomie locali in materia di semplificazione e
miglioramento della qualita’ della regolamentazione, ai
sensi dell’art. 9, comma 2, lettera c), del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Rep. atti n. 23/CU), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 aprile 2007, n. 86.
– Il Piano di azione per la semplificazione e la
qualita’ della regolazione e’ stato approvato dal Consiglio
dei Ministri nella seduta del 15 giugno 2007.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
8 marzo 2007, recante «Costituzione del tavolo permanente
per la semplificazione», e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 25 maggio 2007, n. 120.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
11 settembre 2008, n. 170, recante «la disciplina attuativa
dell’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR), ai
sensi dell’art. 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005,
n. 246», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 novembre
2008, n. 257.
– La direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri 26 febbraio 2009, recante «Istruttoria degli atti
normativi del Governo», e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 8 aprile 2009, n. 82.
Note all’art. 1:
– Per il riferimento all’art. 14, comma 5, della legge
28 novembre 2005, n. 246, vedasi in note alle premesse.

Art. 2 Ambito di applicazione della VIR 1. La VIR e’ effettuata sugli atti normativi in merito ai quali e’ stata svolta l’analisi d’impatto della regolamentazione, di seguito AIR, dopo un biennio dalla data della loro entrata in vigore, nonche’, anche in mancanza di una precedente AIR, sui decreti legislativi e sulle leggi di conversione dei decreti-legge. Successivamente alla prima effettuazione, la VIR viene svolta a cadenze biennali. 2. Si procede comunque all’effettuazione della VIR con riferimento agli atti normativi in merito ai quali non e’ stata svolta l’AIR ove sia richiesto dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio dei Ministri o dal Comitato interministeriale di indirizzo e guida strategica per le politiche di semplificazione e la qualita’ della regolazione. 3. Competente a svolgere la VIR e’ l’amministrazione che ha effettuato l’AIR sull’atto normativo oggetto di verifica ovvero, in mancanza di una precedente AIR, l’amministrazione cui compete l’iniziativa in ordine all’atto normativo oggetto di verifica. In particolare, e’ competente all’effettuazione l’ufficio individuato per il coordinamento delle attivita’ AIR e VIR ai sensi dell’articolo14, comma 9, della legge n. 246 del 2005. 4. Il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di seguito DAGL, su motivata richiesta dell’amministrazione interessata, puo’ consentire l’esenzione dalla VIR, in particolare, nelle ipotesi di peculiare complessita’ e ampiezza dell’intervento normativo e dei suoi effetti, ovvero nei casi in cui l’attivita’ di verifica non appare giustificata dalla natura o dai contenuti dell’atto normativo in oggetto. Delle esenzioni concesse e’ data comunicazione al Consiglio dei Ministri. 5. L’esenzione dalla VIR puo’ essere sempre deliberata e motivata dal Consiglio dei Ministri.

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo dell’art. 14, comma 9, della
legge 28 novembre 2005, n. 246, recante «Semplificazione e
riassetto normativo per l’anno 2005»:
«Art. 14 (Semplificazione della legislazione). – 9. Le
amministrazioni, nell’ambito della propria autonomia
organizzativa e senza oneri aggiuntivi, individuano
l’ufficio responsabile del coordinamento delle attivita’
connesse all’effettuazione dell’AIR e della VIR di
rispettiva competenza. Nel caso non sia possibile impiegare
risorse interne o di altri soggetti pubblici, le
amministrazioni possono avvalersi di esperti o di societa’
di ricerca specializzate, nel rispetto della normativa
vigente e, comunque, nei limiti delle disponibilita’
finanziarie.».

Art. 3

Contenuti della VIR

1. La VIR viene effettuata con particolare riferimento ai seguenti
profili:
a) raggiungimento delle finalita’ poste alla base dell’atto
normativo e specificate nella rispettiva relazione AIR;
b) stima dei costi prodotti sui cittadini, sulle imprese,
sull’organizzazione e il funzionamento delle organizzazioni
pubbliche;
c) stima degli effetti prodotti sui cittadini, sulle imprese,
sull’organizzazione e il funzionamento delle organizzazioni
pubbliche;
d) verifica del livello e delle circostanze relative
all’osservanza, da parte dei destinatari, delle prescrizioni
contenute nell’atto normativo;
e) individuazione di eventuali criticita’ e loro riconducibilita’
a lacune insite nell’atto normativo, ovvero a problemi relativi alla
fase di attuazione dell’atto stesso;
f) effetti, positivi o negativi, sulla semplificazione normativa
e amministrativa;
g) congruenza con il programma di Governo delle effettive
conseguenze delle innovazioni normative;
h) valutazione dell’incidenza del provvedimento sul corretto
funzionamento concorrenziale del mercato, sui processi di
liberalizzazione e sull’ampliamento delle liberta’ dei soggetti
dell’ordinamento giuridico.
2. La VIR include una conclusione di sintesi sulla valutazione
dell’impatto effettuata che riassume:
a) il grado di raggiungimento delle finalita’ poste a base
dell’adozione dell’intervento;
b) l’eventuale insorgenza di costi o effetti non previsti;
c) le principali criticita’ emerse;
d) l’eventuale necessita’ di misure integrative o correttive con
riferimento all’atto o alle circostanze di attuazione.
3. La verifica relativa ai succitati contenuti va operata con la
puntuale esplicitazione degli indicatori presi a riferimento e delle
fonti a supporto, incluse le risultanze di eventuali consultazioni
svolte con le principali categorie interessate dall’intervento.

Art. 4 Relazione VIR 1. La verifica e’ documentata in apposita relazione (di seguito «relazione VIR»), inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ne cura la trasmissione al Parlamento. 2. Il DAGL verifica l’adeguatezza della VIR e puo’ richiedere integrazioni e chiarimenti, ovvero predisporre dei commenti tecnici da allegare alla relazione VIR da trasmettere al Parlamento. 3. L’amministrazione che ha effettuato la VIR assicura un’adeguata pubblicita’ alla relazione VIR, anche mediante gli strumenti informatici e la pubblicazione in una apposita sezione del sito internet dell’amministrazione.

Art. 5 Metodi di analisi e modelli di VIR 1. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 14, comma 6, della legge 28 novembre 2005, n. 246, sono stabiliti i metodi di analisi e i modelli di VIR. 2. Le amministrazioni possono effettuare relazioni VIR successive alla prima in forma semplificata, concentrando l’attivita’ di verifica sui profili di cui all’articolo 3, comma 2. 3. In sede di prima applicazione, la relazione VIR e’ redatta in conformita’ al modello di cui all’Allegato A. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 19 novembre 2009 Il Presidente: Berlusconi Visto, il Guardasigilli: Alfano Registrato alla Corte dei conti il 19 gennaio 2010 Ministeri istituzionali, registro n. 1, foglio n. 128

Note all’art. 5:
– Si riporta il testo dell’art. 14, comma 6, della
legge 28 novembre 2005, n. 246, recante «Semplificazione e
riassetto normativo per l’anno 2005»:
«6. I metodi di analisi e i modelli di AIR, nonche’ i
metodi relativi alla VIR, sono adottati con direttive del
Presidente del Consiglio dei Ministri e sono sottoposti a
revisione, con cadenza non superiore al triennio.».

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-01-30&task=dettaglio&numgu=24&redaz=010G0017&tmstp=1265009290444

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 gennaio 2010 Sostituzione del commissario straordinario per la gestione del comune di Calvi.

Aggiornamento offerto dal dott. Domenico Cirasole.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 29 del 5-2-2010

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il proprio decreto, in data 21 maggio 2009, con il quale, ai sensi dell’art. 141, comma 1, lettera b), n. 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ stato disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Calvi (Benevento) e la nomina di un commissario straordinario per la provvisoria gestione dell’ente nella persona della dott.ssa Fiamma Spena; Considerato che la dott.ssa Fiamma Spena non puo’ proseguire nell’incarico e che, pertanto, si rende necessario provvedere alla sua sostituzione; Sulla proposta del Ministro dell’interno; Decreta: Il dott. Gianclaudio Iannella e’ nominato commissario straordinario per la gestione del comune di Calvi (Benevento) in sostituzione della dott.ssa Fiamma Spena, con gli stessi poteri conferiti a quest’ultima. Dato a Roma, addi’ 22 gennaio 2010 NAPOLITANO Maroni, Ministro dell’interno

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-02-05&task=dettaglio&numgu=29&redaz=10A01365&tmstp=1265704030470

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 novembre 2009 Nomina del prefetto Carlo De Stefano a Commissario straordinario del Governo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78.

Aggiornamento offerto dal dott. Domenico Cirasole.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 31 del 8-2-2010

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, recante provvedimenti anticrisi, nonche’ proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali, ed in particolare, l’art. 4, comma 1, come sostituito dall’art. 1 del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 2009, n. 141, che prevede l’individuazione da parte del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la semplificazione normativa, degli interventi relativi alla trasmissione ed alla distribuzione dell’energia, nonche’, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, degli interventi relativi alla produzione dell’energia, da realizzare con capitale prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri straordinari; Visto inoltre l’art. 4, comma 2, del citato decreto-legge n. 78 del 2009, che prevede che, per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 siano nominati, con decreto del Presidente della Repubblica, uno o piu’ Commissari straordinari del Governo ai sensi dell’art. 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 ottobre 2009, sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la semplificazione normativa, con la quale sono stati individuati gli interventi urgenti in materia di stazioni elettriche per l’immissione in rete di energia da fonti rinnovabili, da realizzare ai sensi del citato art. 4 del citato decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78; Visto l’art. 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Considerato che per la realizzazione degli interventi di cui all’art. 4 del citato decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, e’ necessario definire gli ambiti di competenza e responsabilita’ propri dell’organo chiamato ad assolvere agli adempimenti necessari alla realizzazione degli interventi stessi, nonche’ assicurare all’organo straordinario medesimo il supporto per l’espletamento dei relativi compiti istituzionali, sulla base della cooperazione delle amministrazioni e degli altri soggetti interessati alla realizzazione degli interventi di cui al presente provvedimento, con conseguenti sinergie funzionali nelle procedure incardinate presso tale organo; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 ottobre 2009, sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la semplificazione normativa, con la quale il prefetto Carlo De Stefano e’ nominato Commissario straordinario del Governo per la realizzazione degli interventi urgenti relativi alle stazioni elettriche per l’immissione in rete di energia da fonti rinnovabili; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; Decreta: Art. 1 Nomina del Commissario straordinario 1. Il prefetto Carlo De Stefano e’ nominato Commissario straordinario del Governo per la realizzazione degli interventi urgenti relativi alle stazioni elettriche per l’immissione in rete di energia da fonti rinnovabili di cui all’ art. 2, come da deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2009, adottata ai sensi dell’art. 4, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni.

Art. 2

Individuazione degli interventi

1. Ai sensi della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28
ottobre 2009, adottata su proposta del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con i delle infrastrutture e dei trasporti,
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la
semplificazione normativa, le opere di seguito indicate sono
individuate come interventi relativi alla trasmissione e alla
distribuzione dell’energia per i quali ricorrono particolari ragioni
di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono
essere realizzati ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 4, comma
1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive
modificazioni:
a) Stazione elettrica di Gravina in Puglia (Bari);
b) Stazione elettrica di Cerignola (Bari);
c) Stazione elettrica di Spinazzola (Bari);
d) Stazione elettrica di Manfredonia (Foggia);
e) Stazione elettrica di Erchie (Brindisi);
f) Stazione elettrica di Latiano (Brindisi);
g) Stazione elettrica di Castellaneta (Taranto);
h) Stazione elettrica di Belcastro (Catanzaro);
i) Stazione elettrica di Montesano sulla Marcellana (Salerno);
j) Stazione elettrica di Genzano (Potenza);
k) Stazione elettrica di Menfi (Agrigento);
l) Stazione elettrica di Calamonaci (Agrigento);
m) Stazione elettrica di Monreale (Palermo);
n) Stazione elettrica di Tuscania (Viterbo).

Art. 3

Supporto al Commissario straordinario

1. Per l’esercizio delle sue funzioni, il Commissario straordinario
puo’ avvalersi:
a) delle strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
ivi comprese quelle facenti capo al Ministro per la semplificazione
normativa, in particolare per le funzioni di’ indirizzo, impulso,
controllo e vigilanza;
b) delle strutture del Ministero dello sviluppo economico;
c) delle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, con particolare riferimento al Dipartimento per le
infrastrutture, gli affari generali ed il personale;
d) delle strutture del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare;
e) delle strutture delle altre amministrazioni pubbliche volta
per volta competenti;
f) delle strutture del concessionario del pubblico servizio di
trasmissione dell’energia elettrica;
g) delle strutture del soggetto titolare dell’iniziativa.
2. Il Commissario straordinario puo’ demandare il compimento di
alcuni atti di sua competenza a componenti delle strutture sopra
indicate, previa indicazione dei criteri, limiti e modalita’ di
adozione degli atti in questione; puo’, altresi’, individuare, per lo
svolgimento di specifiche attivita’, tecnici esterni, di comprovata
esperienza e professionalita’, i cui compensi sono a carico dei
soggetti indicati al comma precedente nell’ambito delle risorse
esistenti.
3. Con riferimento agli atti, provvedimenti e attivita’ per i quali
non siano decorsi i termini previsti dall’art. 4, comma 3, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il
Commissario straordinario esercita esclusivamente attivita’ di
vigilanza.
4. Al Commissario straordinario puo’ essere attribuito un compenso,
determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i
Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e per la semplificazione normativa,
nell’ambito delle risorse esistenti, previa convenzione tra i
soggetti di cui al comma 1 per la ripartizione degli oneri derivanti
dal presente provvedimento.

Art. 4 Funzioni di controllo e vigilanza da parte dei Ministri competenti 1. I Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e per la semplificazione normativa (di seguito indicati come «Ministri vigilanti») svolgono funzioni di controllo e di vigilanza sull’attivita’ del Commissario straordinario, anche con riferimento alle attivita’ di cui al presente articolo. 2. Il Commissario straordinario trasmette ai Ministri vigilanti un crono-programma delle attivita’ relative agli interventi oggetto del presente provvedimento e riferisce sullo stato di avanzamento degli stessi con cadenza almeno mensile, salvo specifiche richieste in relazione ai tempi e alle modalita’ di svolgimento dei suoi compiti. 3. Nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, i Ministri vigilanti esercitano poteri di indirizzo e di impulso nei confronti del Commissario straordinario, nonche’, ove necessario, poteri anche sostitutivi di coordinamento delle amministrazioni pubbliche coinvolte nei procedimenti di autorizzazione relativi agli interventi oggetto del presente provvedimento. 4. I Ministri vigilanti possono proporre la revoca del Commissario straordinario in caso di gravi inadempienze nello svolgimento dei suoi compiti, in particolare in relazione alle finalita’ di semplificazione e accelerazione di cui all’art. 4 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni.

Art. 5 Termine dell’attivita’ del Commissario straordinario 1. Il mandato del Commissario straordinario, in relazione agli interventi oggetto del presente provvedimento, ha durata sino al 30 giugno 2010. 2. Tale durata potra’ essere prorogata su istanza del Commissario straordinario per gravi motivi, preventivamente valutati dai Ministri vigilanti, e comunque per cause non imputabili al Commissario stesso. Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione, comunicato al Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Dato a Roma, addi’ 12 novembre 2009 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Scajola, Ministro dello sviluppo economico Matteoli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa Registrato alla Corte dei conti il 17 dicembre 2009 Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive, registro n. 4, foglio n. 235

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-02-08&task=dettaglio&numgu=31&redaz=10A01348&tmstp=1265707952321

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 gennaio 2010 Scioglimento del consiglio comunale di Guardia Sanframondi e nomina del commissario straordinario.

Aggiornamento offerto dal dott. Domenico Cirasole.

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 32 del 9-2-2010

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nelle consultazioni elettorali del 27 e 28 maggio
2007 sono stati rinnovati gli organi elettivi del comune di Guardia
Sanframondi (Benevento);
Viste le dimissioni rassegnate, con atto unico acquisito al
protocollo dell’ente, da dieci consiglieri sui sedici assegnati al
comune, a seguito delle quali non puo’ essere assicurato il normale
funzionamento degli organi e dei servizi;
Ritenuto, pertanto, che ricorrano gli estremi per far luogo allo
scioglimento della suddetta rappresentanza;
Visto l’art. 141, comma 1, lettera b), n. 3, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Sulla proposta del Ministro dell’interno, la cui relazione e’
allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Guardia Sanframondi (Benevento) e’
sciolto.

Art. 2

La dottoressa Elvira Nuzzolo e’ nominata commissario straordinario
per la provvisoria gestione del comune suddetto fino all’insediamento
degli organi ordinari, a norma di legge.
Al predetto commissario sono conferiti i poteri spettanti al
consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco.
Dato a Roma, addi’ 22 gennaio 2010

NAPOLITANO

Maroni, Ministro dell’interno

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-02-09&task=dettaglio&numgu=32&redaz=10A01637&tmstp=1265964138381