Variante del countertrade (v.) che prevede la stipula contestuale di contratti di acquisto e di vendita. I contratti si condizionano l’un l’altro, nel senso che se una delle parti contravviene all’accordo, questo si annulla.
Poiché questa forma di scambio si realizza maggiormente con i paesi in via di sviluppo (v. PVS), o dell’Europa dell’Est, l’operatore occidentale vende la sua merce, ma si impegna anche ad acquistare, per un periodo di tempo che va dai tre ai cinque anni, prodotti per lo stesso valore.
Gli scambi vengono effettuati secondo il principio della compensazione (v. Clearing), per cui i pagamenti sono realizzati attraverso conti aperti presso una banca designata dalle parti, la quale vincola la valuta fino a che non siano adempiuti tutti i reciproci obblighi contrattuali.
Categoria: Glossario
Criterio della minimizzazione del gettito delle imposte (Criterion minimization of tax revenues)
Criterio attraverso il quale è possibile valutare la capacità di un’imposta di ridurre il volume di spesa privata.
La visione dell’imposta come strumento restrittivo della spesa privata discende dall’impostazione economica keynesiana (v. Keynes), secondo la quale le imposte, attraverso il controllo della domanda aggregata (v.), consentono il mantenimento della piena occupazione delle risorse. Inoltre, agendo sulle spese private, esse consentono, altresì, la minimizzazione del gettito. Quest’ultima costituisce l’obiettivo di molti sistemi fiscali, ma presuppone la conoscenza della efficienza economica delle imposte. Essa è rappresentata dall’entità della variazione della spesa privata rispetto a variazioni delle imposte. Dunque l’efficienza economica delle imposte dipende dalla propensione alla spesa dei cittadini.
Le ipotesi alla base del criterio della minimizzazione del gettito fiscale sono:
— ridurre le imposte che influenzano il risparmio e aumentare quelle che influenzano la spesa; ciò, però, significa lasciare nelle mani dei contribuenti maggiori disponibilità da destinare alla spesa;
— relazione diretta fra spesa e reddito, per cui se le imposte aumentato, il reddito si riduce e con esso la spesa. Ciò, però, non è sempre vero. I contribuenti, infatti, potrebbero assumere come temporaneo l’aumento delle imposte, utilizzando il risparmio per far fronte alle spese;
— la distorsione nella distribuzione dei redditi, generata dalla circostanza che le classi più povere hanno una maggiore propensione al consumo (v.), e quindi sono maggiormente colpite dalle imposte, viene corretta attraverso la politica di spesa.
Curva di domanda (Demand curve)
Curva formata da tutti i punti che rappresentano l’intersezione tra la quantità domandata di un bene e il prezzo che si stabilisce sul mercato in un determinato momento.
La curva, di norma, ha inclinazione negativa in quanto ad ogni aumento del prezzo di un prodotto corrisponde una diminuzione della quantità domandata; viceversa, ad ogni riduzione del prezzo corrisponde un aumento della quantità richiesta.
Nel grafico la curva di domanda indicata con DD è una curva statica in quanto è costruita partendo dall’ipotesi che tutte le altre variabili coinvolte rimangano costanti. Nel caso in cui vi siano dei mutamenti nelle variabili considerate (reddito, gusti del consumatore, prezzo) la DD può subire delle trasposizioni, come è evidenziato dalle curve D’ D’ e D
Ragioni di scambio (Terms of trade)
Rapporti che esistono tra indici dei prezzi all’esportazione e gli indici dei prezzi all’importazione.
Il calcolo nel tempo delle variazioni delle ragioni di scambio prevede che l’anno base sia sempre pari a 100;
se si ricavano gli indici per gli anni successivi si possono evidenziare i miglioramenti o i peggioramenti nelle ragioni di scambio.
Quando vi è un solo bene importato ed un solo bene esportato, le ragioni di scambio possono essere definite come Px/Py, dove Px è il prezzo del bene esportato e Py il prezzo di quello importato.
Questo indice è l’inverso del tasso di cambio, infatti se scambiamo 2 x per 1 y (tasso di cambio di 2/1), il prezzo di x sarà la metà del prezzo di y: le ragioni di scambio saranno di 1/2.
Il miglioramento delle ragioni di scambio si verifica quando i prezzi all’esportazione aumentano rispetto a quelli all’importazione.
Gli indici più utilizzati per valutare le ragioni di scambio sono quello di Laspeyres e quello di Paasche.