È la formale comunicazione relativa al giorno ed all’ora della seduta dell’Assemblea o di una Commissione e al relativo ordine del giorno. I regolamenti parlamentari fissano modalità e tempi per la effettuazione delle convocazioni, allo scopo di garantire che tutti i componenti dell’Assemblea, o della Commissione, siano tempestivamente avvisati sullo svolgimento dei lavori. La convocazione è operata dal Presidente (dell’Assemblea o della Commissione) oralmente al termine della precedente seduta, tranne i casi di convocazione a domicilio. Quest’ultima comunicazione scritta, per le sedute dell’Assemblea, viene eseguita di regola almeno cinque giorni prima; per le Commissioni il termine è di ventiquattro ore, elevato a quarantotto per le sedute in sede deliberante e redigente (vedi Commissioni (attività)). Il Parlamento in seduta comune è convocato dal Presidente della Camera dei deputati.
Categoria: Glossario
Regalie
Si tratta dei diritti del sovrano e imperatore presenti nel Medioevo, nonché i diritti ed i beni temporali concessi dall’imperatore ai vescovi.
L’imperatore Federico I di Hohenstaufen nel 1158 stabili’ che le regalie venissero date a sua maesta’.
Tali diritti erano elencati nella Costitutio de regalibus e furono usurpati ai comuni.
Successivamente dopo la pace di Costanza gran parte delle regalie ritorno’ ai comuni.
Ad oggi il termine sta ad indicare la prerogativa del sovrano di percepire le rendite delle sedi episcopali vacanti (si parla in tal caso di regalie temporali) e di nomina dei beneficiari (si parla di regalie spirituali).
Riforma protestante
Movimento religioso sviluppatosi nell’Europa occidentale durante il secolo XVI ma i cui prodomi risalgono ai secoli XII-XV. Esso si originò dalle esigenze di riforma delle dottrine e dei costumi della Chiesa di Roma e portò ad un distacco da quest’ultima da parte delle popolazioni di razza germanica ed alla nascita di Chiese nazionali o libere.
Protagonisti furono Lutero [vedi] in Germania, Zwingli nella Svizzera tedesca, Calvino nella Svizzera francese e nell’Europa nord-occidentale.
Il problema di una riforma della Chiesa era, in realtà, considerato fin dal Medioevo uno dei principali problemi della cristianità occidentale. Già nel corso del secolo XIV era stata invocata da più parti la necessità di una rinascita dell’originario spirito cristiano e di un risanamento morale del corpo ecclesiastico. Per molti aspetti si trattava essenzialmente di mettere in atto una riforma morale, ma, sotto altri punti di vista non ci si poteva limitare soltanto a una riforma dei costumi e ad una generica rinascita della devozione religiosa: ci si doveva indirizzare decisamente verso una riforma delle strutture fondamentali della Chiesa stessa. Il vasto rinnovamento spirituale, promosso nei diversi paesi europei dagli umanisti durante tutto il XVI secolo, influenzò profondamente anche la coscienza religiosa degli ambienti più colti e raffinati del continente, diffondendovi l’ispirazione ad un rinnovamento della vita ecclesiastica che corresse in parallelo a quello avvenuto nel campo degli studi in genere.
Diffuso era il malcontento per la politica papale degli ultimi decenni. In effetti, la Roma rinascimentale appariva più come una capitale di sovrani temporali che il centro della vita religiosa dell’Europa occidentale. Il clero possedeva enormi ricchezze e disponeva di rendite vastissime.
In una situazione di questo genere, la concessione delle indulgenze per la liberazione delle anime del Purgatorio, accompagnata da offerte di denaro alla Chiesa, assumeva sempre più l’aspetto di una vera e propria transazione finanziaria.
Le stesse banche guadagnavano enormi cifre anticipando ai papi le somme loro necessarie e prendendo in appalto la vendita delle indulgenze. A causa di tutto questo, ogni aspirazione riformatrice o qualunque trasformazione della società ispirata agli ideali evangelici non poteva non acquisire anche un carattere politico ed economico-sociale.
La (—) solitamente si fa iniziare con la pubblicazione (1517) delle 95 tesi teologiche da parte di Lutero. In esse si negava la salvezza per mezzo delle opere e si affermava il principio che la sola fede, frutto della grazia, è efficace; si proclamava la negazione del culto dei Santi, del Purgatorio e delle indulgenze; si condannavano i voti sacerdotali e di clausura, affermandosi la necessità di sacerdozio universale dei fedeli.
Quasi in contemporanea al mite riformatore luterano, ebbe il suo sviluppo l’opera del riformatore francese Calvino a Ginevra. Egli fu profondamente convinto che l’opera della Riforma non poteva essere scissa da un rinnovamento culturale, che iniziasse con la formazione di un corpo di ministri del culto moralmente irreprensibili e accuratamente istruiti. Seguendo le orme delle correnti religiose più radicali, Calvino rifiutò la subordinazione luterana della Chiesa allo Stato, sottoponendo anzi sia lo Stato sia la società civile al giudizio del Vangelo. In sostanza, il calvinismo vagheggiava una società di asceti che vivono nel mondo e in esso operano, attribuendo ad ogni atto della propria vita un valore religioso.
Sacro romano impero (800-1806)
Organismo politico-territoriale che inizia la sua storia con Carlo Magno nell’800.
IN esso si fondevano l’elemento romano, quello cristiano e quello germanico.
L’impero promuoveva l’unità dei diversi popoli in vista della salvezza eterna.
Dopo il regno del figlio di Carlo Magno decadde il carattere universalistico del sacro romano impero.
Nell’843 il trattato di Verdun sanciva una suddivisione territoriale pur riconoscendo l’unicità del titolo imperiale.
Nel 962 ci fu con Ottone I di Sassonia il Grande la sua rinascita, con la Renovatio imperii.
L’impero dovrà lottare con il papato e con i poteri politici particolari.
Secondo la Bolla d’oro emanata da Carlo IV nel 1356, il diritto di elezione dell’imperatore spettava a sette principi tedeschi.
Ciò aboli’ l’idea universalistica dell’impero, che venne definito Sacro romano impero della nazione germanica.
Carlo V d’Asburgo fece un ultimo tentativo di creare un impero sovranazionale, successivamente abdico’ dividendo tra due monarchie (Spagna e Austria) i territori dell’impero.
Da tale epoca il titolo resterà legato agli Asburgo austriaci, ma il sacro romano impero in realtà era una struttura confederale di principati e città tedeschi.
Dopo la pace di Westfalia del 1648 divenne solo uno Stato tra molti altri.
Francesco II d’Asburgo-Lorena (1792-1806) fu l’ultimo sovrano -imperatore del sacro romano impero.
Il 6 agosto 1806 egli assunse il titolo di imperatore d’Austria.