Cesare (Caio Giulio)

Uomo politico (triumviro e dittatore), giurista di grande rilievo. Nacque da nobile famiglia (era nipote di Mario) nel 100 a.C.; alla morte di Silla, si segnalò in imprese militari che già evidenziarono le sue grandi qualità personali.
Dopo aver percorso tutto il cursus honòrum [vedi], partecipò al primo triumvirato con Pompeo e Crasso; i contrasti politici e militari presto sorti con Pompeo si risolsero col trionfo di (—) che, divenuto dittatore assoluto di Roma, esautorò del tutto il Senato dalla gestione degli affari politici.
(—) venne ucciso proprio in una congiura senatoria nel 44 a.C. (alle idi di marzo) dal figlio adottivo Bruto.
Dal punto di vista giuridico, (—) si segnalò per l’emanazione di numerose leggi con le quali riorganizzò con successo la pubblica amministrazione, consolidando l’autorità centrale ed incentivando al tempo stesso le autonomie locali. Fu, inoltre, promotore della deduzione di numerose colonie [vedi dedùctio coloniarum].
Accanto ai successi militari, (—) va ricordato, altresì, anche per un’importante opera storica, il “De Bello Gallico”, che testimonia le sue buone qualità letterarie.

Claudia (gens)

Gens alla quale appartennero i quattro imperatori che ressero il Principato dal 14 al 68 d.C. (Tiberio [vedi], Caligola [vedi], Claudio [vedi], Nerone [vedi]).
L’appartenenza di costoro alla (—) derivava dalla comune discendenza dal primo marito di Livia (moglie di Augusto); Tiberio divenne, inoltre, membro della gens Iulia, essendo stato adottato da Ottaviano Augusto [vedi].

Vedi tabella.Vedi tabella.

Codex Theodosiànus [Codice Teodosiano]

Il (—) costituì l’ideale continuazione del Codex Gregoriànus [vedi] e del Codex Hermogeniànus [vedi] ed inaugurò la serie delle codificazioni tardo-romane.
Pubblicato il 15 febbraio del 438 d.C. nella parte orientale dell’impero, il (—) fu adottato dall’imperatore d’Occidente Valentiniano III [vedi] e, a partire dal 1° gennaio del 439 d.C., entrò in vigore in tutto l’impero. In esso erano contenute solo leges generales cioè provvedimenti normativi.
L’opera, strutturata sulla falsariga dei due codici innanzi menzionati, constava di 16 libri, ciascuno dei quali si divideva in un certo numero di tituli; ogni titolo era dedicato, a sua volta, alla trattazione di una data materia e delle relative costituzioni imperiali, enumerate secondo un ordine cronologico.
Il libro I riguardava le fonti del diritto: i libri II – V ed VIII erano relativi al diritto privato; il libro VI trattava delle gerarchie dei funzionari; il VII di diritto militare; il libro IX atteneva al diritto criminale; il X e l’XI al finanziario; i libri XII – XV alle corporazioni; il libro XVI infine al diritto ecclesiastico.
Il (—) non ci è giunto integro, ma attraverso manoscritti incompleti, ma una parte rilevante di esso è stata trasfusa nella Lex Romana Wisigothorum [vedi].