Bando

Nel diritto germanico e medievale corripondeva alla volontà del sovrano o di chi deteneva il potere.
Il bando consisteva in comandi o divieti o nella concessione di privilegi personali o territoriali. Nel bando di pace il re emanava delle disposizioni per conservare l’equilibrio della collettività e per contrastare le faide.
La violazione del bando determinava conseguenze penali.
Le sanzioni consistevano in una pena pecuniaria, nell’esilio, nella scomunica e nell’interdetto della Chiesa.
Nell’età dei Comuni avveniva anche l’espulsione dalla collettività, e quindi la perdita dei beni, dei diritti, delle pubbliche funzioni e della tutela dell’incolumità personale.
Il bando dei conti corrispondeva all’amministrazione della giustizia penale e civile.
Sotto bando regio il conte indicava la sua volontà sui beni immobili.

Campo di maggio

(o di marzo)

Assemblea plenaria del popolo franco [vedi Franchi], convocata dal sovrano e tenuta all’aperto in primavera, in cui si assumevano le decisioni fondamentali per il soddisfacimento dei bisogni della popolazione e sui principali affari di Stato.
Alcune stirpi convocavano tali assemblee nel mese di marzo (da cui il nome anche di campi di marzo). Da tali assemblee nascevano i capitolari [vedi Capitolare].
L’espressione (—) indica anche l’Assemblea convocata da Napoleone [vedi Bonaparte Napoleone] il 1° maggio 1805 per approvare l’Acte Additionnel, ossia gli articoli aggiunti alla Costituzione dell’impero, in cui si proclamava la libertà di stampa, la ripartizione del potere legislativo tra la Camera dei Pari e la Camera dei Deputati e la messa al bando dei Borbone [ved