Cassazione, Sezione Sesta Penale, sentenza n.14466/2009 Espropriazione, penale, richiesta documenti, dipendente, impiegato, pubblica amministrazione (2009-04-13)

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezione Sesta Penale

composta dai Signori:

dott. Giovanni De Roberto – Presidente

dott. Francesco Serpico – Consigliere

dott. Nicola Milo – Consigliere

dott. Luigi Lanza – Consigliere Relatore

dott. Anna Maria Fazio – Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

su ricorso proposto da […]

avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo 21 marzo 2006 che ha confermato la decisione di condanna 18 gennaio 2005 del Tribunale di Marsala per il reato di cui all’art.328 Cod. Pen..

Visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso.

Sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. Luigi Lanza.

Udito il Pubblico Ministero, nella persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Eugenio Selvaggi che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Considerato in fatto e in diritto

1) la sentenza di condanna del Tribunale di Marsala

Con sentenza 18 gennaio 2005 del Tribunale di Marsala (…) ingegnere, è stato riconosciuto colpevole del reato di cui all’art. 328 c.p. [1], perché, in qualità di funzionario responsabile del settore dei servizi tecnici del Comune di Castelvetrano, in ordine alla formale richiesta di (…) destinataria di provvedimento dì espropriazione, di avere conoscenza dell’atto di cessione, al Comune di Castelvetrano, da parte della Regione Sicilia, di aree destinate alla realizzazione di un parcheggio, nonché dei verbali di consistenza delle stesse, non compiva, nei trenta giorni, l’atto del suo ufficio, ovvero non rispondeva per esporre le ragioni del ritardo, a fronte di una specifica richiesta inoltrata in data 13.04.2000, ed ulteriore sollecito e richiesta (pervenuta al protocollo del suo ufficio in data 7.07.2000), nonché della nota prot. 17948 del 13.06.2000 con la quale veniva fissata la competenza del suo ufficio, in merito all’istanza stessa. In Castelvetrano fino al giugno 2002.

Il primo giudice fondava il giudizio di penale responsabilità sulle risultanze delle dichiarazioni rese dalla (…) e dalla documentazione acquisita, relativa alla vicenda della mancata retrocessione dell’area, sita in Marinella di Selinunte (censita alle partt. 428, 429 e 430 del fg. 176 C.t. di Castelvetrano, già di proprietà della donna), in precedenza espropriatale dalla Regione Siciliana per la realizzazione di opere pubbliche e, successivamente, destinata dal Comune di Castelvetrano, secondo le previsioni del nuovo P.R.G., alla realizzazione di un parcheggio pubblico.

La sentenza di I grado ha desunto la dimostrazione dell’omissione da parte dell’imputato, funzionario competente in quanto dirigente dei servizi tecnici del Comune, dell’atto d’ufficio, consistente nella risposta alla richiesta, avanzata dalla (…) in data 3.07.2000, di rilascio di copia dell’atto di cessione in comodato dell’area al Comune di Castelvetrano e dei verbali di consistenza delle aree, utilizzate o meno, per la realizzazione del parcheggio, richiesta da intendersi quale diffida ad adempiere e costituzione in mora, stante l’infruttuosità della precedente istanza del 13.04.2000.

2) le argomentazioni della sentenza di condanna della Corte di appello di Palermo

Su appello dello (…) la Corte di appello con sentenza ha confermato integralmente la decisione del Tribunale, rigettando i punti di criticità ed invalidità dedotti nell’atto di gravame predetto.

In particolare, sul punto dell’interesse della (…), la Corte distrettuale:

a) ha ribadito l’interesse, giuridicamente qualificato, della (…), ad avere conoscenza dello stato di fatto e legale dell’area che avrebbe potuto ritornare nella sua proprietà, ed, in ogni caso, delle modalità del suo utilizzo, totale e parziale, da parte del Comune, nonché del titolo che assisteva la sua destinazione materiale;

b) ha precisato che tali informazioni avrebbero consentito alla donna di valutare l’opportunità di intraprendere nuove iniziative legali, per ottenere il risarcimento dei danni, oppure accedere alla retrocessione, oppure ancora di rinunciare,

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