Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto Sent. n. 479/09

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, prima sezione, con l’intervento dei magistrati

Avviso di Deposito

del

a norma dell’art. 55

della L. 27 aprile

1982 n. 186

Il Direttore di Sezione

Fulvio Rocco – Presidente f.f.

Riccardo Savoia – Consigliere

Alessandra Farina – Consigliere, relatore

SENTENZA

sul ricorso n. 467/2009, proposto da Pomilia Gas Soc. Coop. a r.l. in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Antonio Di Meglio e Rita D’Amore, con domicilio presso la Segreteria del T.A.R., ai sensi dell’art. 35 R.D. 26.6.1924 n. 1054;

contro

il Comune di Piovene Rocchette (Vi) in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Nicola Zampieri, con elezione di domicilio presso lo studio dell’avv. Enrico Tonolo in Venezia, San Marco n. 4590;

per l’annullamento

della determina del segretario comunale n. 570 del 3 dicembre 2008 con la quale il Comune di Piovene Rocchette ha disposto l’esclusione della ricorrente dalla gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale nel territorio del comune di Piovene Rocchette per l’asserita violazione dell’art. 38 lett g.

Visto il ricorso, notificato il 30.1.2009 e depositato presso la Segreteria l’11.2.2009, con i relativi allegati;

visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Piovene Rocchette;

visti gli atti tutti di causa;

uditi all’udienza camerale del 25 febbraio 2009 (relatore il Consigliere Alessandra Farina) gli avvocati: Di Meglio per la parte ricorrente e Zampieri per il Comune di Piovene Rocchette;

considerato

che, per il combinato disposto dell’art. 23, XI comma, e dell’ art. 26, IV e V comma, della l. 6 dicembre 1971, n. 1034, nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare, il Collegio, accertata la completezza del contraddittorio, verificato che non v’è necessità di procedere ad adempimenti istruttori e sentite sul punto le parti presenti, può definire il giudizio con sentenza succintamente motivata;

che, nel corso dell’udienza camerale fissata nel giudizio in epigrafe, il Collegio ha comunicato alle parti presenti come, all’esito, avrebbe potuto essere emessa decisione in forma semplificata, e queste non hanno espresso rilievi o riserve;

che sussistono i presupposti per pronunciare tale sentenza nella presente controversia.

Considerato che, pur rilevando la fondatezza dell’eccezione preliminare, è possibile prescindere dalla stessa in quanto il ricorso è infondato, in quanto alla data del bando – così come documentato in atti – esistevano oggettivamente due contestazioni definitivamente accertate, debitamente notificate all’interessata;

che, pertanto, indipendentemente dai disservizi dell’Agenzia delle Entrate di Napoli, esistevano le condizioni di impedimento di cui alla lettera g) dell’art. 38 del D.lgs. n. 163/06;

che, quindi, la ricorrente, per l’esistenza di tali irregolarità fiscali definitivamente accertate e debitamente notificate, non solo non poteva essere aggiudicataria della gara, ma neppure poteva essere ammessa a partecipare;

che dette circostanze non potevano essere diversamente valutate dall’amministrazione, in quanto debitamente accertate e certificate dall’Agenzia delle Entrate di Napoli;

che, infine, il pagamento effettuato al fine di regolarizzare la posizione fiscale è comunque avvenuto dopo l’aggiudicazione provvisoria, a seguito della comunicazione di avvio del procedimento conclusosi con il provvedimento impugnato, e tale comportamento non vale a superare la disposta esclusione, in quanto la correttezza contributiva e fiscale è richiesta quale requisito indispensabile di partecipazione alla gara e quindi deve sussistere sin dall’inizio e non sopravvenire a gara espletata, dopo l’aggiudicazione, per effetto dell’adempimento tardivo dell’obbligazione previdenziale o tributaria, quale mero requisito per la stipulazione del contratto;

che, quindi, il ricorso è infondato.

Le spese e gli onorari del giudizio seguono la regola della soccombenza, e sono pertanto posti a carico della parte ricorrente nella misura di € 1.500,00 (euromillecinquecento/00) al netto di I.V.A. e C.P.A..

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in premessa, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, lo rigetta.

Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese e degli onorari del giudizio a favore del Comune di Piovene Rocchette, complessivamente liquidati in € 1500,00 (euromillecinquecento/00) al netto di i.v.a. e c.p.a..

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Venezia, nella Camera di Consiglio del 25 febbraio 2009.

Il Presidente f.f. L’Estensore

Il Segretario

SENTENZA DEPOSITATA IN SEGRETERIA

il……………..…n.………

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

Il Direttore della Seconda Sezione

T.A.R. per il Veneto – I Sezione n.r.g. 467/2009

Fonte: www.giustizia-amministrativa.it

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