T.A.R. Lazio Roma Sez. III ter, Sent., 19-05-2011, n. 4380 Atti amministrativi diritto di accesso Silenzio-rifiuto della Pubblica Amministrazione

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

1.- Il sig. F.M. è percettore di pensione erogata dall’Inpdap – Direzione Provinciale di Viterbo. Il suddetto Ente, con la rata di ottobre 2010, ha effettuato a norma dell’art. 162 del D.P.R. n. 1092 del 1973 il conguaglio tra la pensione provvisoria e quella definitiva, accertando a carico dell’interessato un debito, per il quale è stata disposta una ritenuta una tantum pari ad Euro 416,28.

Con istanza del 26 novembre 2010 (notificata il successivo 15 dicembre), il sig. F. ha chiesto all’INPDAP copia del prospetto analitico della sorte capitale degli importi arretrati accertati a debito, ma l’Amministrazione non ha dato riscontro a tale istanza entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della medesima.

Il F. ha quindi, impugnato, con ricorso notificato il 15 febbraio 2011, il silenzio chiedendo al Tribunale di ordinare, ex art. 25 della L. 7 agosto 1990, n. 241, l’esibizione della suddetta documentazione.

L’INPDAP, benché ritualmente intimato, non si è costituito in giudizio.

Alla camera di consiglio del 7 aprile 2011 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

2.- Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Ai sensi dell’art. 22 della L. n. 241 del 1990, infatti, il diritto di accesso spetta ai soggetti che siano titolari di una situazione giuridicamente rilevante.

Comunque, la posizione che legittima all’accesso non deve necessariamente possedere tutti i requisiti stabiliti per la proposizione del ricorso al giudice amministrativo avverso un atto lesivo della posizione giuridica vantata, tra i quali l’attualità dell’interesse ad agire, essendo sufficiente che l’istante sia titolare di un interesse giuridicamente rilevante e che il suo interesse alla richiesta di documenti si fondi su tale posizione (Cons. St., Sez. VI, 16 giugno 1994 n. 1015).

Detti presupposti ricorrono nel caso di specie.

Il ricorrente titolare del trattamento di pensione a carico dell’INPDAP, è titolare di una posizione giuridicamente rilevante a conoscere gli atti relativi al procedimento con il quale l’Istituto ha effettuato a norma dell’art. 162 del D.P.R. n. 1092 del 1973 il conguaglio tra la pensione provvisoria e quella definitiva, accertando la sussistenza di un debito.

Il ricorso deve essere conseguentemente accolto dichiarandosi l’obbligo dell’INPDAP di rilasciare al ricorrente copia della documentazione richiesta.

Si ravvisano ragioni per disporre la compensazione delle spese del giudizio.
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto da F.M., lo accoglie e, per l’effetto, ordina all’INPDAP l’esibizione dei documenti indicati in motivazione (prospetto analitico della sorte capitale degli importi arretrati accertati a debito, a seguito del conguaglio tra la pensione provvisoria e quella definitiva).

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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