Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 26-09-2011) 24-10-2011, n. 38234

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/

Svolgimento del processo

1. Il 22 giugno 2010 la Corte d’appello di Genova confermava la decisione del locale Tribunale in data 28 giugno 2007 che, all’esito di giudizio abbreviato, aveva dichiarato S.H. colpevole del reato previsto dal D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5-ter, per essersi reso inottemperante, senza giustificato motivo, all’ordine di allontanamento dal territorio dello Stato emesso dal Questore di Genova P8 marzo 2007, e, previa concessione delle circostanze attenuanti generiche e tenuto conto della diminuzione di un terzo per il rito, lo aveva condannato alla pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione.

2. Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione, tramite il difensore di fiducia l’imputato, il quale lamenta violazione di legge e vizio della motivazione in relazione alle ragioni poste a base dell’affermazione di penale responsabilità e l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato contestato.

Motivi della decisione

Il ricorso è fondato.

1. A seguito della sentenza del 28 aprile 2011 della Corte di giustizia Europea, secondo cui gli artt. 15 e 16 della direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa del 16 dicembre 2008/115/CE devono essere interpreti nel senso che essi ostano ad una normativa dello Stato membro, come quella oggetto del presente procedimento, che prevede l’irrogazione della pena della reclusione al cittadino di un Paese terzo il cui soggiorno sia irregolare per la sola ragione che questi, in violazione di un ordine di lasciare entro un determinato termine il territorio dello Stato, permane in detto territorio senza giustificato motivo, il giudice nazionale è tenuto a disapplicare le norme incriminatrici di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, commi 5-ter e 5 quater e successive modifiche (Sez. 1, 28 aprile 2011, sentenze nn. 1590, 1594, 1606 del 2011).

La decisione della Corte di Giustizia, interpretando in maniera autoritativa il diritto dell’Unione con effetto diretto per tutti gli Stati membri e le rispettive giurisdizioni, incide sul sistema normativo impedendo la configurabilità del reato.

2. La nuova formulazione dell’art. 14, comma 5, introdotta con il D.L. 23 giugno 2011, n. 89, non realizza una continuità normativa con la precedente disposizione sia per lo iato temporale intercorrente dalla scadenza del termine di recepimento al momento di entrata in vigore delle nuove disposizioni sia per la diversità dei presupposti sia, infine, per la differente tipologia delle condotte integranti l’illecito delineato.

3. Per tutte queste ragioni, s’impone l’annullamento, senza rinvio, della sentenza impugnata, perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.

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