Cassazione civile anno 2005 n. 1495 Opposizione a dichiarazione di fallimento

Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole

Svolgimento del processo
Il sig. V. V., con ricorso depositato il 19 settembre 1996 nella cancelleria del giudice delegato, propose opposizione allo stato passivo del fallimento del sig. V. G. lamentando la mancata ammissione di un proprio credito ammontante a L. 194.500.000. Il ricorso, notificato al curatore del fallimento (rimasto contumace), fu però dichiarato inammissibile dall’adito Tribunale di Modica perchè il ricorrente non si era ritualmente costituito in giudizio, limitandosi invece a depositare una nota d’iscrizione a ruolo solo al momento della prima udienza e, quindi, oltre il termine perentorio fissato dall’art. 98, comma 3, l. fall.
La Corte d’appello di Catania, chiamata a pronunciarsi sul gravame proposto dal sig. V., con sentenza depositata 18 febbraio 2001 confermò la decisione del primo giudice. Osservò, infatti, che, pur non essendo indispensabile nei giudizi iniziati con ricorso la presentazione ad opera del ricorrente dalla nota d’iscrizione a ruolo, nella cause per opposizione allo stato passivo del fallimento è nondimeno necessario, ai fini del rispetto della citata disposizione dell’art. 98, che l’opponente provveda nei cinque giorni precedenti l’udienza a svolgere un’attività di costituzione ulteriore rispetto alla precedente presentazione del ricorso al giudice delegato depositando nella cancelleria del tribunale fallimentare il ricorso notificato, il proprio fascicolo e la procura al difensore. Ribadita poi l’autonomia delle singole cause promosse da diversi creditori per opposizione allo stato passivo del medesimo fallimento, la corte escluse che il termine di costituzione in giudizio dell’opponente potesse essere riferito alla prima udienza di comparizione fissata per altri giudizi di opposizione, e rilevò che, comunque, il mero deposito in udienza della (peraltro non necessaria) nota d’iscrizione a ruolo non sarebbe valso ad integrare gli estremi di una rituale costituzione.
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso in Cassazione per due motivi il sig. V..
La curatela del fallimento non ha svolto difese.

Motivi della decisione
1. Col primo motivo il ricorrente si duole della violazione degli artt. 23 e 98 l. fall., 165 c.p.c. e 71 disp. att. c.p.c.. Lamenta inoltre vizi di motivazione dell’impugnata sentenza su punti decisivi della controversia.
L’errore processuale denunciato dal ricorrente muove dal rilievo per cui il citato art. 98 della legge fallimentare, nel prescrivere la costituzione in giudizio dell’opponente allo stato passivo almeno cinque giorni prima dell’udienza di comparizione fissata dinanzi al giudice delegato, nulla dice quanto alle modalità di tale costituzione. Dovendosi escludere che possa trovare applicazione al riguardo il disposto dell’art. 165 c.p.c., le cui prescrizioni (ed, in particolare, quella concernente la presentazione della nota d’iscrizione a ruolo da parte dell’attore) non si attagliano ai giudizi a contraddittorio posticipato promossi direttamente con ricorso al giudice, null’altro potrebbe pretendersi dall’opponente, ai fini della sua costituzione, se non il deposito in cancelleria del ricorso, del fascicolo con i documenti offerti in comunicazione e della procura. Adempimenti tutti che, nel caso in esame, erano stati espletati già all’atto dell’originaria proposizione del ricorso e che, quindi, non necessitavano di essere replicati in un momento successivo. Nè potrebbe sostenersi che altro è il deposito eseguito nella cancelleria del giudice delegato altro quello occorrente per la costituzione dinanzi al tribunale competente per il giudizio di opposizione, trattandosi in ogni caso della medesima cancelleria ed essendo lo stesso giudice delegato ad assumere la funzione di giudice istruttore in detto giudizio.
2. Anche il secondo motivo di ricorso, oltre a denunciare la violazione degli artt. 98 e 99 l. fall., fa riferimento a vizi di motivazione della sentenza impugnata. Per il resto, la censura si appunta sull’affermazione con la quale la corte d’appello ha disatteso la tesi dell’opponente, secondo il quale, essendo state proposte più opposizioni al medesimo stato passivo ad opera di ricorrenti diversi, ed essendo state fissate dal giudice delegato differenti udienze di comparizione in relazione alle predette opposizioni, il termine di costituzione del ricorrente avrebbe dovuto essere computato avendo riguardo all’ultima di tali udienze, perchè la legge prescrive la trattazione unitaria delle opposizioni. Avendo perciò l’opponente depositato all’udienza del 14 gennaio 1997 non solo la nota d’iscrizione a ruolo, ma anche la copia notificata del ricorso e del decreto di fissazione di quella medesima udienza, ed essendo stata fissata altra udienza per la comparizione di ulteriori opponenti in data 28 gennaio 1997, la sua costituzione in giudizio avrebbe dovuto ritenersi tempestiva.
3. Preliminarmente occorre rilevare come ai profili di doglianza concernenti asseriti difetti di motivazione dell’impugnata sentenza non possa essere riconosciuta autonoma valenza.
Le questioni controverse hanno infatti natura esclusivamente processuale e, perciò, si verte in una materia in cui la corte di Cassazione è munita anche di poteri d’indagine di fatto, in forza dei quali, se del caso, può direttamente sostituire la propria motivazione a quella del giudice a quo. Con riferimento a questioni di tal genere, pertanto, risultano inammissibili censure attinenti a vizi di motivazione della sentenza impugnata.
4. Passando all’esame degli errori processuali denunciati nel primo motivo di ricorso, giova premettere che dagli atti risulta come il 19 settembre 1996 il sig. V. abbia depositato nella cancelleria del tribunale di Modica (dove era in corso la procedura di fallimento) un ricorso in opposizione allo stato passivo, contenente la richiesta di fissazione dell’udienza, con la procura al difensore e documenti allegati. Fissata al 14 gennaio 1997 l’udienza di comparizione, l’opponente ha provveduto alla tempestiva notifica del ricorso al curatore. Nessuna ulteriore attività processuale egli ha poi svolto, fin quando, comparso dinanzi al giudice delegato nel giorno stabilito per l’udienza, ha in quella sede prodotto la copia del ricorso notificato ed ha depositato in cancelleria una nota d’iscrizione della causa a ruolo.
4.1. L’adempimento da ultimo riferito è da ritenersi del tutto privo di rilevanza. Me all’atto della presentazione del ricorso, nè (tanto meno) in coincidenza con la prima udienza, occorreva infatti che il ricorrente presentasse anche una nota d’iscrizione a ruolo. Nel procedimento di opposizione allo stato passivo del fallimento, come in genere nei procedimenti contenziosi che iniziano con ricorso, il rapporto delle parti tra loro ed il rapporto delle parti col giudice subiscono un’inversione logica e cronologica, rispetto al caso in cui la domanda è proposta con citazione: si determina per primo il rapporto cittadino-giudice, per il solo fatto della presentazione del ricorso, ed in un momento successivo, con la notificazione del ricorso e del decreto, si instaura il contraddittorio tra le parti.
Ne consegue – come questa corte ha già avuto modo di chiarire – che in tali procedimenti l’attore, depositando il ricorso, non ha l’onere di presentare la nota d’iscrizione a ruolo, compatendo al cancelliere di formare il fascicolo d’ufficio ed iscrivere l’affare noi ruolo generale ai sensi dell’art. 36 disp. att. c.p.c. (cfr. Cass. 13 luglio 1999, n. 7397).
4.2. Da quanto appena detto non può tuttavia trarsi la conclusione che il ricorrente in opposizione allo stato passivo, non essendo tenuto all’iscrizione a ruolo della causa, non abbia altro onere che quello di depositare in cancelleria il proprio ricorso con la richiesta al giudice di fissazione dell’udienza e sia del tutto esonerato da ogni ulteriore formalità di costituzione in giudizio.
Ad una simile conclusione osta inequivocabilmente il dettato dell’art. 98 l. fall., a tenore del quale l’opponente non solo deve presentare detto ricorso entro quindici giorni da quando il curatore gli abbia dato notizia del deposito dello stato passivo (comma primo, come risultante a seguito della sentenza n. 103/86 della Corte costituzionale), ma deve poi altresì costituirsi almeno cinque giorni prima dell’udienza (comma terzo).
Detta norma non indica espressamente quali debbano essere le modalità della costituzione in giudizio dell’opponente allo stato passivo del fallimento. Occorre dunque ricavarle dalla disposizione generale prevista dall’art. 165 del codice di rito, pur con gli adattamenti resi necessari dalla circostanza che quest’ultima disposizione si riferisce allo cause introdotte con citazione, mentre qui l’atto introduttivo consiste in un ricorso. Ma, a parte tale peculiarità, da cui come s’è già detto discende un diverso mòdo d’iscrizione della causa a ruolo, senza bisogno per l’attore di presentare la relativa nota, gli ulteriori adempimenti richiesti dal citato art. 165 per la costituzione in giudizio debbono essere anche in questo caso rispettati. Dovrà dunque il ricorrente, almeno cinque giorni prima dell’udienza, provvedere alla formazione ed al deposito in cancelleria di un proprio fascicolo contenente il ricorso, la procura ed i documenti che offre in comunicazione.
Merita ancora di essere sottolineato come il necessario adattamento delle ordinarie regole di costituzione in giudizio al processo per opposizione allo stato passivo del fallimento comporti che, nel fascicolo da depositare all’atto della costituzione dell’opponente, deve figurare anche l’atto introduttivo (in questo caso il ricorso) notificato. Si desume infatti dal secondo comma dello stesso art. 165 (oltre che dall’art. 71 disp. att. c.p.c.) che, nel sistema dell’introduzione della lite con citazione, sin dalla costituzione in giudizio dell’attore deve potersi verificare se e come è avvenuta la notifica dell’atto introduttivo alla controparte, giacchè l’originale della citazione che l’attore e tenuto a depositare, costituendosi, è quello in calce al quale figura, appunto, la relazione di notifica ivi redatta dall’ufficiale giudiziario a norma dell’art. 148 c.p.c..
Rapportato allo speciale sistema previsto dall’art. 98 l. fall., ciò significa che il ricorrente, nel costituirsi in giudizio almeno cinque giorni prima dell’udienza fissata, deve inserire nel proprio fascicolo la copia del ricorso notificato al curatore, questo essendo l’adempimento equivalente al deposito dell’atto di citazione con in calce la relazione di notifica delineato in via ordinaria dall’art. 165 c.p.c.. D’altronde, se il senso della costituzione tempestiva è quello di consentire, non solo alla controparte ma anche al giudice, di verificare preventivamente l’esistenza dei presupposti necessari alla corretta instaurazione del processo, il deposito prima dell’udienza del ricorso completo di relazione di notifica appare indefettibile condizione di corretta costituzione in giudizio dell’opponente.
4.3. Ricostruita in questi termini la disciplina processuale della costituzione in giudizio dell’opponente allo stato passivo del fallimento, risulta agevole dare risposta all’interrogativo che il primo motivo di ricorso pone: se cioè gli adempimenti espiatati dall’opponente nella fase della presentazione del ricorso, ove comprendano non solo il deposito del ricorso medesimo ma anche della procura e dei documenti offerti in comunicazione, possano essere sufficienti a perfezionare anticipatamente la costituzione in giudizio dello stesso opponente esonerandolo da ogni altro adempimento anteriore all’udienza di comparizione dinanzi al giudice.
Risposta necessariamente negativa, per una duplice ragione. In primo luogo, perchè gli adempimenti espletati in occasione del primo contatto della parte con il giudice non potrebbero in alcun caso comprendere anche il deposito del ricorso notificato alla controparte e non sono perciò comunque equivalenti alla costituzione in giudizio, che il legislatore prevede successiva alla notificazione dell’atto introduttivo proprio ed anche per consentire l’immediata verifica dell’avvenuta notifica, in secondo luogo, perchè la citata disposizione dell’art. 98 palesemente denota l’intenzione del medesimo legislatore di porre a carico dell’opponente l’onere di un adempimento processuale ulteriore e successivo rispetto alla presentazione del ricorso, intendendo così subordinare la sua iniziativa ad un più severo vaglio di serietà (onde, altrimenti, la norma indica che "l’opposizione gi reputa abbandonata") ed esprime altresì, soprattutto, nell’ottica della maggior possibile speditezza della procedura fallimentare, la preoccupazione di mettere il giudice delegato in condizione di valutare con adeguato anticipo la consistenza dell’opposizione e la regolarità dell’instaurazione del contraddittorio ad essa relativa.
Ne resta confermato che la mancata costituzione dell’opponente entro i termini indicati dal terzo comma del citato art. 98 richiede uno specifico ed autonomo adempimento, rispetto alla fase di deposito dell’atto introduttivo in cancelleria, il cui difetto comporta l’improcedibilità del ricorso.
Il primo motivo di ricorso va dunque disatteso, apparendo corretta la decisione assunta in argomento dalla della corte territoriale nel caso di specie.
5. il secondo motivo di ricorso è manifestamente infondato.
Una volta ammessa – come pacificamente si ammette (cfr. Cass., 20 maggio 1987, n. 4606) – la possibilità del giudice delegato di derogare al principio di trattazione unitaria delle diverse opposizioni al medesimo stato passivo, è consequenziale ritenere che ognuno di tali giudizi debba autonomamente svolgersi secondo le regole proprie dell’opposizione, ivi compresa la costituzione dell’opponente entro cinque giorni, da valutare ovviamente con riguardo alle scadenze di quello specifico ed ormai autonomo giudizio.
Il mancato rispetto di detto termine non può dunque essere in alcun modo influenzato dalla fissazione di udienze di trattazione diverse, riguardanti giudizi di opposizione al medesimo stato passivo, ma distintamente trattati.
6. il ricorso deve, quindi, essere rigettato, non occorre provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, non avendo la curatela intimata svolto difesa alcuna in questa sede.

P. Q. M.
La corte rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 23 novembre 2004.
Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2005

Testo non ufficiale. La sola stampa del dispositivo ufficiale ha carattere legale.

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